venerdì 19 giugno 2026

Antartica da recuperare

#KFilm Giugno 2026
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Ci sono film che passano quasi inosservati agli occhi della promozione e della critica e spesso anche a quelli delle sale cinematografiche principali. Per questo quando ho letto - da parte di un paio di commenti che mi sembravano "centrati" - che Antartica era una pellicola colpevolmente sottovalutata dal tam tam comunicativo mi sono incuriosito. Essendo tra quelli a cui "la notizia non era arrivata" ho provato a vedere se la composizione del cast e lo sviluppo della trama mi potessero interessare e mi sono incuriosito cercando quindi di capire se/come riuscire a "recuperarlo". La ricerca ha avuto esito positivo portando due ulteriori positivi: il vantaggio di farmi incontrare di nuovo lo Spazio Alfieri (spazio multifunzionale in una delle zone del mio cuore di Firenze) e quello di scoprire una pellicola che, anche io nel mio piccolo, confermo essere stata sottovalutata ingiustamente dalla cosiddetta critica.
#KdL - KIAVE di LETTURA n° 69X
La trama e l'ambientazione del film sono abbastanza diverse dalle consuete tracce cinematografiche, essendo basate sulla ricerca scientifica che si sviluppa in una base isolata nell'Antartico. Il team "SI CHIUDE DENTRO, CHIUDE IL MONDO FUORI" ed ha al centro del proprio percorso di ricerca un progetto specifico che ha alla base la progettazione e lo sviluppo di una città interamente di ghiaccio. Alla guida del gruppo c'è un direttore (Silvio Orlando) che fa dell'entusiasmo per la ricerca e l'odio per la burocrazia che porta alla richiesta dei fondi i propri marchi di fabbrica. Intorno a lui un team variegato che avrà degli scossoni di forma e sostanza dopo l'arrivo della nuova ricercatrice (Barbara Ronchi) la cui tenacia e dedizione alla causa porterà ad un allargamento di orizzonti imprevisto ma davvero speciale. Su questi nuovi sviluppi, i rapporti e le decisioni "umane" diventeranno importanti quasi come le scoperte scientifiche.
L'argomento è trattato in modo importante facendo emergere le difficoltà note di un "settore" al quale il mondo delle istituzioni è legato soltanto a parole e soltanto a corrente alternata. Questo comporta, oltre al senso di precarietà dello stesso settore, anche un obbligo di scrupoli di coscienza quando determinate possibilità si aprono in maniera non istituzionale. All'interno di questo percorso è inserita anche una seconda linea di racconto che va sull'aspetto relazionale e di incastro di storie tra i membri del gruppo che sono descritti con i giusti toni e gli adeguati "colori". Le interpretazioni di Ronchi e soprattutto di Orlando hanno al loro interno ed evidenziano all'esterno tracce evidenti e nette di poesia pura, che in alcuni momenti sono necessarie a riequilibrare alcune scelte di sceneggiatura che - almeno personalmente - mi hanno lasciato un po' "rallentato". Ma d'altronde come si dice nel film "il tempo non è né poco, né tanto; il tempo va compreso" e quello che il tempo di questo film fa comprendere è proprio il senso di fiaba come dice il sottotitolo del film e/o di vera e propria poesia. A volte lineare e diretta, altre meno chiara, ma in ogni sua traccia decisamente piacevole e.....da recuperare.

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