Kiave di lettura n° 7 |
Quando il libro che leggo non mi convince totalmente, ho delle difficoltà a scrivere qualcosa al riguardo. Certo se mi fa orrore, seppellirlo di critiche è più facile, ma se il giudizio è solamente "non buono" diventa più difficile. Spesso infatti sono sensazioni "a pelle" che sono difficili da spiegare e da condividere, che possono anche dipendere dal momento in cui certi libri si leggono oppure dalle aspettative. E credo che in questo caso sia successo proprio questo.
MASSIMO CARLOTTO - "Il fuggiasco" - E/O Tascabili
L'obiettivo è quello di toccare gli argomenti in maniera vera ma senza esagerare con i particolari delle descrizioni che possono rendere retorici alcuni passaggi della trama. Si va da un tentativo di fotografare l'aspetto del fuggiasco "il look per un latitante è fondamentale, per questo la necessità di uno studio accurato dei particolari" al tentativo di creare personaggi diversi in base all'interpretazione del momento "poi venne Gustave; nel mio intento doveva essere la variante intellettuale di Bernard, ma venne sempre interpretata come la variante belga"; ovviamente restano bene presenti gli argomenti principali della storia, dalla linea politica che attraversa in secondo piano tutta la vicenda "aggrapparsi alla politica è un alibi, un muro dietro cui ti nascondi per non guardare la realtà" e soprattutto le difficoltà oggettive e soggettive di vivere una parte importante dei propri sentimenti e delle proprie emozioni "l'amore è strano, ti nasconde la realtà e ti fa aggrappare alle speranze più assurde" "la cosa più straziante sarebbe stata quella di non vedere più i miei amici, quella che non sapevo come affrontare".
L'intento di Carlotto riesce a metà, almeno con me, perchè se è vero che la lettura scorre e non ne risente mai a livello di pesantezza è anche vero che la storia non riesce a prendere totalmente. Per questo dico peccato....perchè mi aspettavo qualcosa di molto meglio....ma credo che molto abbia fatto l'errore di aspettarsi un vero e proprio romanzo.....ri-peccato....
BIGNAMI: son convinto che con il genere giusto, lo stile di Carlotto mi possa piacere molto.....per questo sospendo il giudizio fino al prossimo "incontro"....su questo infatti vi direi....di cominciare da un altro libro.....