![]() |
#KdL - KIAVE di LETTURA n° 633 |
Perché la Giornata Internazionale della Donna possa diventare ogni giorno tale servirebbe l'impegno e la volontà di tutti. Di chi ha in mano le leve del mondo e di chi il mondo lo popola. Perché ognuno di noi è un po' colpevole che questo concetto sia ancora "ristretto" ad una giornata dedicata e non ad un principio acquisito e dato per scontato.
Che ancora ci sia la necessità di una giornata dedicata è cartina di tornasole di come i conti continuano a non tornare e di come le donne siano ancora costrette a fare il doppio (o di più) della fatica per essere riconosciute la metà (o meno) di quanto meriterebbero. Basta pensarci un attimo ed ognuno di noi vedrà almeno un'amica, compagna di classe, conoscente, parente, collega, ex fidanzata, compagna che in qualche modo oggi non ha niente da festeggiare. Per qualche attenzione di troppo, per vere e proprie molestie, per una fatica infinita nel veder riconosciuti i propri meriti, per un inquadramento lavorativo legato al voler essere o meno mamma, per una latente violenza psicologica di compagni non all'altezza della loro dimensione, per il timore di vestirsi in un certo modo e/o passare in certe strade.
Fin quando sarà così "normale" ascoltare, vedere, conoscere, subire certe situazioni, l'otto marzo resterà tale: una giornata "straordinaria" vista come importante solo da chi a quanto accade tutti i giorni non dà peso.
Durante l'anno torno su questo argomento con sempre le solite parole ed ogni anno in questa giornata mi trovo a ripetere le stesse cose e scrivere un unico post cadenzato solo dai dodici mesi di distanza.
Quest'anno in realtà ho provato a renderlo un po' diverso per la voglia di concretizzare il gesto del pensiero della mimosa in modo più "utile". Mi sono quindi rivolto al mio porto sicuro: quello di Emergency. Come sempre ho trovato nelle loro pagine e soprattutto nelle loro intenzioni ed attività qualcosa che potesse rendere concrete le parole. In questo caso la loro azione prevede, a fronte di una donazione specifica, la formazione professionale di una donna nei loro progetti cercando di rafforzare il loro ruolo nei sistemi territoriali in cui intervengono (clicca qui se sei interessato). Infermiere, ostetriche, dottoresse, operatrici sociali che potranno quindi in qualche modo crescere grazie ad un percorso formativo a loro specificatamente indirizzato e mirato. In questo mi sembrava perfetto il senso di una "mimosa concreta".
Non solo. Quest'anno è un po' più malinconico degli altri perché per la prima volta l'otto marzo non ho potuto festeggiare quella donna che rappresenta per me "l'esempio" prima di tutto, oltre che il sentimento più profondo ed indissolubile. Lei mi ha insegnato cosa significa rispettare le donne e spero di non averla mai delusa né di deluderla mai su questo aspetto. Allo stesso tempo mi ha insegnato (senza mai lamentarsene e nemmeno ricordarlo) quanto sia stato impegnativo il suo ruolo e quanto lo abbia svolto con testa alta e schiena dritta, prerogative necessarie in grandi quantità per ogni donna che voglia anche solo "stare al passo" un po' per i motivi suddetti e soprattutto per l'impostazione di una società che richiede una fatica obbligatoriamente diversa alle donne per tutto. Oggi per la prima volta non ho potuto guardarla negli occhi e farle capire quanto le ero e le sono riconoscente. E siccome "QUELLE CHE MANCANO SANNO MANCARE E FARE PIU' MALE" ho deciso di provare a sentirla un po' più vicina e di dirle anche oggi ancora grazie.
Sembrano due gesti lontani e distinti ed invece sono molto legati. In fondo la mia donna esempio ha fatto tutti i suoi investimenti per farmi "crescere" a livello formativo in tutti i sensi, quella donazione che ho fatto io oggi è una goccia nel mare rispetto a quanto ho ricevuto da lei ma è nella stessa direzione. Dovrei ricordarmelo più spesso anche io e dovremmo ricordarcelo tutti. Per provare a far sì che - nonostante tra qualche ora l'otto marzo si chiuderà e saremo costretti a leggere e vedere ancora tutto quello che oggi i finti buoni propositi hanno messo da parte - a piccoli passi si possa andare verso il rendere "ordinario e quotidiano" questo benedetto/maledetto otto marzo.
Speciale ❤️
RispondiElimina