domenica 2 marzo 2025

Ripudio della guerra

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 632

Ci sono fattori che non dovrebbero essere mai messi in discussione perché assoluti. Uno di questi dovrebbe essere la guerra che banalmente dovrebbe essere ripudiata in senso globale come gli illuminati nostri padri costituenti prevedevano per la nostra nazione.
Purtroppo però nei secoli non è stato mai così: supremazia, potere, visibilità. Legate allo scontro bellico si sono sommate da sempre mille altre motivazioni che sorvolavano ed ignoravano il significato profondo del termine e delle relative conseguenze. 
Il passare degli anni, le evoluzioni e le crescite culturali hanno affrontato, cambiato e migliorato praticamente ogni settore di vita dell'umanità ma non questo.
"UNA GUERRA GIUSTA". "Un intervento non rimandabile". "L'esportazione della democrazia". "Le finalità da seguire". "Gli interessi da tutelare". "I diritti naturali". Tutte espressioni che purtroppo non sono lontane secoli ma vicine, vicinissime. Si toccano con mano praticamente quotidianamente e motivano/giustificano qualcosa di immotivato ed ingiustificabile.
In tutto questo, un po' tutti abbiamo le nostre responsabilità. Sembrano temi lontani e non quotidiani, quindi non di nostro dominio o di sfera diretta personale, ma il mollare la presa su quello che accade intorno aiuta il proliferare della considerazione che in fondo quelle motivazioni sopra siano accettabili, accettate o quanto meno tollerate.
Così accade che "padroncini del mondo" si sfidino a "singolar tenzone" nell'immobilismo generale e nella codardia degli altri loro simili pavidi nell'intervenire perché farlo significherebbe far incidere sul proprio bilancio di visibilità, potere, interesse il costo di "inimicarsi qualcuno o qualcosa". Si attende, si finge di voler mediare, si giustifica o non lo si fa a parole ma nei fatti, si sta come dei pesci in barile. Nel frattempo la guerra prolifera ma soprattutto si espande la drammatica considerazione che alla fine è un elemento con cui dover convivere, ma dichiarandola brutta e cattiva perché per ipocrisia nessuno si espone nel definirla come nei fatti tristemente è: accettata
Ed allora non capisco la meraviglia del fatto che le vicende continuino a svilupparsi ed a proliferare proprio in tal senso arrivando all'assurdo che a fare la reprimenda sull'avanzamento e la prosecuzione di un conflitto (uno eh) sia un guerrafondaio che da sempre basa su questa - intesa in ogni sua declinazione e sfaccettatura - il suo elemento di riconoscimento.
Non può sorprendere ma lo fa. Perché come per la definizione della guerra vince l'ipocrisia e l'opportunismo. E non il semplice concetto dell'articolo undici della Costituzione Italiana che indica una semplice azione: ripudiarla. Ma il semplice non è sempre il più vantaggioso ed in base a questo principio, a turno, TUTTI prima o poi rimarremo anche direttamente toccati, feriti, sconvolti, angosciati e disgustati da una cosa che l'evoluzione, con l'uso del cervello e della mente, avrebbe già accantonato da tempo. Se solo spesso non prevalessero i "bilanci" rispetto alla logica umana.

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