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| #KFilm Maggio 2026 qui il catalogo |
Senza fare spoiler, che non amo, si parte da un incontro casuale su un autobus di Roma (molto bello e divertente il dialogo che dà proprio inizio al film), una casualità lavorativa, una scuola di sfondo per arrivare ad un rapporto personale che oscilla tra vari aspetti divergenti come l'attrazione e le differenze.
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| #KdL - KIAVE di LETTURA n° 693 |
Sembrano appunto tracce già note dove il focus sta nel diverso modo di approcciare le cose. Leo "UN PO' PIU' SANTO PIU'" preciso più tradizionalista, Pandolfi più confusionaria più ribelle più aperta più indipendente. Gli scontri non mancano, accentuati dal fatto che sono generati e gestiti in una scuola dove il movimento studentesco porta i due su posizioni opposte, creando momenti di approfondimento a livello generale e personale. In tutto questo non manca il classico colpo a sorpresa che, arrivando all'inizio, oltre ad essere tale è uno dei binari su cui corre il film.
Come spesso accade nelle opere di Massimiliano Bruno, oltre alla commedia "in sé e per sé" ed alle vicende personali dei protagonisti, emergono anche casistiche sociali specifiche che danno rilevanza ed argomenti diversi al racconto, ed anche in queste il film è piacevole e divertente. Le interpretazioni dei due protagonisti percorrono anche queste oltre ad essere particolarmente centrate nei profili e nei caratteri di Alessandra e Valerio. Le caratteristiche infatti emergono in modo evidente e chiaro nelle azioni e nei pensieri che i due personaggi hanno nelle vicende personali, in quelle che condividono ed in quelle "sociali".
Come spesso accade, la contaminazione porta buoni frutti. "Ho fatto solo una cosa buona: ho guardato negli occhi" dice Leo nel finale ed in quegli occhi oltre che gli altri ha un po' intravisto se stesso trovando spunti di vario tipo e natura che lo hanno portato a riflettere e mettersi in gioco. Confermandosi o cambiando. Stessa cosa accade ad Alessandra e, in una sorta di occupazione che va oltre quella di istituto, anche ai percorsi sociali attraversati.
Secondo me Massimiliano Bruno ha fatto centro anche questa volta, con il suo stile che non pretende di sconvolgere ma che arriva a lasciare un bel segno. Aiutato (molto) anche dalle due capanne diverse ma con i cuori simili dei due attori protagonisti.


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