martedì 24 luglio 2012

Vai a letto...

In compagnie "normali" capita magari di dover indicare il proprio film preferito e confrontarlo con gli altri, nel nostro gruppo invece è molto più facile che ci sia la recitazione improvvisata di uno spezzone di film. "OGNUNO SCEGLIE LA" sua scena di riferimento e via alla libera interpretazione, come se fosse un pò il proprio cavallo di battaglia. Ovviamente essendo un gruppo dall'alto livello culturalcinematografico gli spezzoni fanno sempre riferimento a perle della cinematografia...punti inarrivabili della cultura del grande schermo....
Oggi ho visto passare in un post di un mio amico un riferimento ad uno dei migliori film di Pieraccioni....e non ho resistito.....in automatico mi è venuto in mente Bollins.....e la dedica è automatica....
Bollins DOCET 
........
prof: ....e buonanotte
puliti: ma che fa s’è chiuso fuori?
prof: cioè eh… che fo mi son chiuso fuori..?!..
puliti: è fuori…
prof: è fuori…fuori…mi son chiuso fuori…volevo fumare una sigarettina poi vo a letto…grazie puliti buonanotte…
puliti: ma se non ce l’ha le sigarette….professore se vuole gliela do io…
prof: no grazie puliti davvero…eh…sto aspettando anche qualcuno dal bar…mi deve portare roba da bere…aspetto qualcuno dal bar, ‘un ti preoccupare davvero và a letto…
puliti: professore la roba dal bar gliela vado a prendere io….
prof: no Puliti c’è apposta il cameriere, fa quello di lavoro perché gli vuoi levare questa soddisfazione…mi porta lui da bere, vai a letto Puliti...grazie…
puliti: professore? Che lo vuole il giornale di oggi? L’ho preso all’autogrill sopra c’è anche l’inserto sul microcosmo neozelandese….è interessantissimo….
prof: Puliti vaaaffanculo, vai a letto ‘un tu sei stanco voglio dire ma che mi vuoi rompere i ciglioni tutta la notte a me?! Vai a lettino perbenino e ci si vede domani mattina…dai..ciao Buonanotte puliti forza..


BIGNAMI: da youtube, uno spezzone di...."Ti amo in tutte le lingue del mondo"....

venerdì 20 luglio 2012

Le scelte istituzionali del PD


L'alto senso delle istituzioni del PD e l'obiettivo di mantenere il giusto contegno per una forza politica, impone al PD il cartellino rosso a Di Pietro per le sue esternazioni.
Prossimo alleato Casini che in un paio di giorni inanella un "magistrati di Palermo schegge eversive ed impazzite" e "matrimoni gay incivili, violenza della natura e sulla natura"
Lui sì che parla come un politico dall'alto senso istituzionale che si rispetti....

giovedì 19 luglio 2012

Una dovuta lettura

Confesso che l'assenza totale di qualcosa di decente in TV e la voglia di starmene in panciolle sul divano, hanno aiutato la scelta. Confesso che in molti punti ho un pò perso la bussola tra nomi, sentenze e date. Confesso di aver saltato alcune/diverse pagine, per questo motivo e per il fatto di averle già lette sul fatto (gioco di parole stupido, scusatemi). Confesso che mi sono sentito un pò a disagio quando leggendo alcune pagine mi sono tornate alla memoria cose che colpevolmente avevo rimosso. 
Fatte queste confessioni devo consigliarvi una lettura
Una settimana fa è uscito con il FQ un cofanetto DVD+libro relativo alla strage di Via D'amelio e più in generale a quel '92 funestato dalle due stragi e seguito da un '93 ancora troppo tragicamente misterioso. Ovviamente l'obiettivo è puntato e focalizzato su Paolo Borsellino e sulla sua storia.
Così ieri sera mi sono avventato sul libro, avendo da sempre una sorta di allergia alla visione dei DVD, e ne sono rimasto affascinato. Il libro è l'insieme di alcuni articoli del Fatto Quotidiano di questi anni, alcuni pezzi tratti da altre opere (teatrali o libri) ed un'inedita raccolta di foto della famiglia Borsellino con il magistrato in versione "familiare" ed è un libro che prende dalla prima pagina all'ultima. Ieri sera mi è sembrato quasi un atto doveroso per quell'uomo di Stato dedicargli un pò del mio tempo ed il mio ricordo e trovando terreno fertile in un lavoro egregio come il libro "due anni di stragi, vent'anni di trattative" sono rimasto attaccato a quell'impegno fino a fare molto tardi. La trama è nota. E' quella di un uomo che è diventato un eroe e che con il suo impegno e senso dello Stato ha fatto sì che PAOLO BORSELLINO diventasse noto a tutti come "IL NOME DI CHI SI IMPEGNA A FARE I CONTI" con la propria responsabilità ed il proprio ruolo e non arretra di un centimetro rispetto ai rischi, alle paure ed all'abbandono vile in cui si è trovato da parte del resto delle Istituzioni. I racconti creano rabbia, perchè sembrano eventi impossibili anche da immaginare ma invece sono fatti reali che hanno accompagnato questi vent'anni. 
L'agenda rossa sparita, la rabbia derisa del fratello Salvatore, i depistaggi, le trattative ipotetiche, il profetico "non mi ucciderà la mafia", il dolore per il "fratello" Falcone ed i giorni vissuti da "morto che cammina", le inchieste, le controinchieste, le paure degli indagati, le telefonate con il Quirinale, il dolore sordo di Agnese, le foto di Manfredi, l'esame di Lucia a poche ore dalla maledetta bomba, ex-ministri in preda ad amnesie, giudici che indagano per la verità accusati di "protagonismo" e di "sovrapposizioni", il pianto di Paolo per la certezza di essere stato tradito, il suo testamento su un'agenda violentato e fatto sparire. 
Il libro del Fatto mette tutto questo in fila e quando cominci a leggerlo non ce la fai a smettere, senti la bocca amara dello schifo di questi venti anni di assordanti silenzi e mafiosi depistaggi ma la forza di Borsellino ti impone di continuare la lettura e cercare di tenere tutto bene scritto nella testa perchè non si infanghi ulteriormente la sua memoria dimenticando o accantonando. 
Perchè finalmente questo sia uno Stato degno di un tale uomo di Stato.
BIGNAMI: in memoria di un grande Magistrato, di un uomo Vero, di un Esempio da seguire. GRAZIE PAOLO.

mercoledì 18 luglio 2012

Finalmente Rossella

(banner realizzato dai volontari di Tulime onlus) 
Dopo troppi giorni dal suo rapimento, dopo tanti dalla giornata di mobilitazione dei blogger finalmente è arrivata la notizia che aspettavamo tutti: Rossella Urru è finalmente libera!
Quella "PICCOLA STELLA" per cui ci eravamo preoccupati tanto e per la quale avevamo urlato la richiesta di libertà cercando di attirare più luci possibili sul suo caso, finalmente stasera è stata liberata. Un enorme sospiro di sollievo ha unito tutti quelli che aspettavano questa notizia da troppe ore, troppi giorni, troppi interminabile mesi. Finalmente la speranza di tutti noi si è avverata.
Ogni tanto arrivano anche le SPLENDIDE notizie, sono sempre troppo poche e ce n'è sempre bisogno. Ed allora stasera il sorriso può essere più speciale e vero di altre sere, stasera anche Rossella può condividerlo ed io non posso che dire sorridendo:
 Ciao Rossella, bentornata!       

martedì 17 luglio 2012

Federico25

I poliziotti condannati per aver picchiato e ucciso mio figlio 18enne Federico Aldrovandi non andranno in carcere e sono ancora in servizio. C'è un solo modo per evitare ad altre madri quello che ho dovuto soffrire io: adottare in Italia una legge contro la tortura. La morte di mio figlio non è un'eccezione: diversi abusi e omicidi commessi dalle forze dell'ordine rimangono impuniti. Ma finalmente possiamo fare qualcosa: alcuni parlamentari si sono uniti al mio appello disperato e hanno chiesto di adottare subito una legge contro la tortura che punirebbe i poliziotti che si macchiano di questi crimini. Per portare a casa il risultato però hanno bisogno di tutti noi. Oggi è il compleanno di mio figlio e vorrei onorare la sua memoria con il vostro aiuto: insieme possiamo superare le vergognose resistenze ai vertici delle forze dell'ordine e battere gli oppositori che faranno di tutto per affossare la proposta. Ma dobbiamo farlo prima che il Parlamento vada in ferie! Vi chiedo di firmare la petizione per una legge forte che spazzi via l'impunità di stato in Italia e di dirlo a tutti - la consegnerò direttamente nelle mani del Ministro dell'Interno non appena avremo raggiunto le 100.000 firme.
* Appello della mamma di Federico Patrizia Moretti su avaaz
Oggi Federico avrebbe festeggiato 25 anni. 
Non riesco a non pensare al "GIORNO DI DOLORE" che può essere per sua madre e non riesco a non ammirarla in modo smisurato per la voglia di lottare che continua ad avere. Un impegno continuo per la speranza di una VERA Giustizia per suo figlio e la speranza di uno stato migliore per le altre eventuali vittime della stessa tragedia e dello stesso orrore di cui Federico è stato vittima.
Oggi ho sentito un brivido lungo la schiena quando su twitter ho visto #federico25, ho pensato a tante cose ed ho pensato che non si può nè perdonare nè dimenticare nè abbassare la guardia finchè Federico non potrà essere ricordato come l'ultima vittima di questi orribili episodi.
Come dice sua mamma, il giusto modo per ricordarlo è onorare la sua memoria e far sì che si arrivi ad una legge finalmente giusta.....PER ALDRO.....
e

BIGNAMI: ....GIUSTIZIA PER ALDRO....

lunedì 16 luglio 2012

Numero speciale

E' ripartita la stagione della corsetta... oddio al dire il vero è un mesetto che è ripartita, ma la ruggine accumulata nell'inverno di letargo c'ha messo un pò a togliersi di dosso ed a farmi apprezzare davvero gli effetti salutari di mettersi un po' di note negli orecchi e staccare dai pensieri mettendo in moto le gambe ed usando il fiato a disposizione per cercare di mettere insieme il percorso maggiore possibile. 
Capita però a volte che i pensieri non ti si staccano di dosso così  velocemente e così "semplicemente" ma restano attaccati nonostante la "folle velocità di corsa" dovrebbe farli volare via. Ed allora non riesco a trovare compagno di corsa migliore del Poeta, randomando i suoi pezzi e le sue poesie, ben sapendo che riusciranno a darmi il giusto accompagnamento ai pensieri che svolazzano tra un raggio di sole caldo ed una nuvola improvvisa che lo copre. Oltre ai pensieri, ai muscoli che provano a togliersi di dosso un pò di ruggine ed al Liga, c'è anche un numero a farmi compagnia
Capita infatti che un numero, o meglio una data ti faccia più compagnia di un'altra. Ed il 14 è da sempre un numero speciale, tanto da metterlo anche su questi pantaloncini che mi spingono verso il primo km. Un numero che condivido con il mio angelo custode coi baffi, che vede in questo 14 il SUO numero. Da sempre, ricorrenze/date/numeri hanno avuto su di me un fascino speciale. Come il destino che lega gli eventi ed il loro incanalarsi in un percorso particolare. 
Mentre io comincio ad arrancare nel punto peggiore (quello non troppo lontano dall'inizio corsa...detto della rottura del fiato..), Liga mi canta negli auricolari che  "IL DESTINO AVRA' LA SUA PUNTUALITA'"  ed è esattamente quello che ho pensato quando poche ore prima una nuova angela ci ha salutato per andarsene a fare da angelo custode agli amati figli e nipoti in un posto che chi la conosceva molto Meglio Di Me le ha augurato di trovare "con le candeline dei compleanni dei nipoti, le spezie dell'orto, le piante che guarivano con il suo tocco e tanto gelato all'amarena" che mi sembra il migliore saluto possibile ed a cui non posso che unirmi. 
Continuando a far andare le gambe, forse superando il momento peggiore, "la porta dei sogni" fa capolino e con le sue sonorità melodiche e poetiche mi fa riflettere sul fatto che ci sono mille motivi per ricordare un numero, ancora di più una data, quelli più forti sono quelli che generano sorrisi od emozioni vere e forte tanto da vedere quel ricordo diventare quel numero ed annullare i contorni tondi o spigolosi di una cifra piuttosto che di un'altra. Altre volte invece quella data è talmente forte che tutto quello che ti è successo o ti succede in quel giorno, rimane impresso come memorizzato su un'agenda elettronica. 
Certo, cose già importanti di loro, ma che tieni a memoria ed abbini perfettamente con quel collante del SUO numero che in parte è anche il tuo. "In quattro stanno sfasciano il bigliardino" mi catapulta all'indietro ad una zingarata di diversi anni fa dove il calcino assolato e dalle stecche praticamente immobilizzate ci faceva fare i muscoli ai bracci cercando di vincere l'ambita coppa del campeggio e nonostante che i minuti di corsa aumentino un sorriso mi viene naturale, che si accentua con quel "e ci siamo scambiati la pelle le anime e le ossa" che mi sbalza a calde giornate altrettanto lontane dove le abbronzature appena conquistate venivano messe a dura prova da pomeriggi chiusi in albergo. 
Il random fa il suo dovere anche quando nel momento in cui sembra davvero difficile continuare piazza "i ragazzi sono in giro" che mi rimandano al "ragazzo piccino piccino" ma dal pogo imponente che si è visto conquistare la sua Bastiglia in epoca più recente rispetto agli altri ricordi. 
Ma non fa il suo dovere invece, quando rimandando il pensiero a note meno dolci attacca con un "se ti scrivo proprio adesso, un motivo ci sarà" e la mente non può fare a meno di pensare al tenutario di questo numero, del suo orgoglio di abbinare la sua data a quella della presa della Bastiglia e di quella sua passione per il 14 che l'ha spinto anche a trasmettermela in eredità. Quel 14 che proprio oggi ha visto segnare un'altra data da ricordare, con un pò di tristezza e di malinconia ma anche con la speranza che quel bel saluto Mitighi Di Molto un pò di quel dolore. 
Ed a proposito di dolore...temendo che possa arrivare la mia "canzone apridiga" (cit. Maso), con un pò di groppo già presente e con la riserva che segna rosso fisso facendo scarseggiare il poco fiato...diminuisco andatura e passo con l'avvicinarsi della sagoma amica della casa....rallento e mentre sfuma la "lettera a G" mi fermo....guardo il tempo ed il risultato ottenuto...31 minuti e spiccioli e 5,21 km...il miglior risultato da quando ho ri-cominciato a correre...lo sapevo che il 14 avrebbe portato ad un altro risultato da ricordare....
BIGNAMI: data speciale....correndo con Liga, ricordi, emozioni e pensieri mescolati in unica grande sudata da metà luglio....da 14 luglio per la precisione...

venerdì 13 luglio 2012

Meglio il PDL


Il Letta del PD afferma che meglio votare PDL che Grillo. 
Precisare l'ovvio è uno sforzo inutile, quindi caro Gianni, ah no Gianni è lo zio-braccio destro di Berlusconi, dicevo quindi caro Enrico non sprecare energie che è anche caldo, è vent'anni che conosciamo il debole del partito di cui sei sottosegretario (pensa te gli altri....) per il Cavaliere
Non ti affaticare e continua pure così....e poi si sa, se qualcuno vi dice che siete tutti uguali, lo fa solo perchè è un demagogo, tranquillo...

giovedì 12 luglio 2012

Mario Rossi per niente banale...

MARCO VICHI - "Un tipo tranquillo" - Guanda
Conoscete qualcosa di più banale del nome Mario Rossi? Beh io onestamente faccio fatica ad immaginarlo, mentre invece riesco a "vedere" il racconto della sua storia "tranquilla" poichè la penna di Vichi riesce come al solito a delinearla benissimo, senza fronzoli o inutili esagerazioni ma solo con uno stile essenziale e fotografico che me lo fa apprezzare in ogni sua produzione. Probabilmente nella normalità del protagonista "da lui ci si aspettava soltanto che continuasse a essere com'era sempre stato, altrimenti....Mario non è da te..." la trama del libro un pò rallenta, ma non diventa mai nè ripetitiva nè noiosa, con l'aiuto dello sfondo di Firenze che riesce a dare sempre quel qualcosa in più.
Forse in questo libro, Vichi lascia al commissario Bordelli un pò della sua vivacità e si adegua ad un ritmo di vita ripetitivo e monotono del protagonista, ma non si fa mai trovare pesante o banale. Racconta di un "mario rossi" qualunque impiegato in una ditta qualunque a cui un lutto improvviso cambia la vita, la stravolge completamente, soprattutto a livello mentale, di riflessioni e di prospettive "il tempo ora doveva cercare di riempirlo, ed era curioso di scoprire cosa sarebbe stato capace di fare". Si appassiona alla lettura "già dalla prima pagina gli sembrò di entrare in un altro mondo"  o almeno lo crede inizialmente, perchè la nuova passione dura ben poco lasciando il posto ad idee, progetti e prospettive che pianifica e sconvolge in tempi rapidissimi. Da ipotetici viaggi a viaggi realizzati davvero, da fantasie da rubacuori a situazioni reali e paradossali in cui si trova coinvolto suo malgrado "chissà che avrebbero detto se l'avessero visto lì". Cerca qualcosa che lo possa davvero emozionare e lo tiri fuori da quella quotidiana "normalità" che ormai sente troppo stretta intorno a sè quasi da sentirsi legato, "TUTTE LE LUCI CHE VANNO E CHE VENGONO" intorno alla sua strada gli sembrano da esplorare, ma solo una riuscirà davvero a catturarlo per un percorso che esce dal quotidiano e ripetitivo incidere di un ragioniere vicino alla pensione. Alcuni riflessi di romanzo giallo arrivano all'improvviso mescolandosi a pensieri a luci rosse per un finale assolutamente non prevedibile. 
Le vicende di Bordelli (specialmente "Morte a Firenze") restano di un altro passo, ma alla fine anche il "banale" Mario Rossi ha qualcosa di speciale....più che qualcosa....
BIGNAMI: magari non il miglior libro scritto da Vichi ma comunque un bel romanzo, che scorre bene e si legge velocemente sarà perchè sembra quasi di vedere il "panorama" di luoghi e persone descritte...in pieno stile Vichi....

mercoledì 11 luglio 2012

Conoscenza


Quando i tuoi tre nuovi acquisti (e che acquisti....) dichiarano: "Della Fiorentina conosco Montella, è stato un gran giocatore" direi che non depone troppo a favore della rosa attuale e dello stesso allenatore. 

lunedì 9 luglio 2012

Giustizia NON è fatta

La sentenza della Diaz ha in parte fatto giustizia. Ma è davvero così? Certo mette comunque la parola "definitiva" alla sentenza di colpevolezza per quei funzionari ed agenti che si resero colpevoli dei fatti inumani della scuola Diaz oltre dieci anni fa e non è poco, certo riconosce e sentenzia che lo stato di diritto è stato calpestato come ormai noto a tutti, certo inchioda alle proprie responsabilità quella massa di delinquenti (ovviamente parlo dei condannati) che si sono nascosti dietro una divisa per tutti questi anni. Ma. Ma non è una svolta. Non è la presa di coscienza che serviva e che non arriverà mai ormai su un fatto COSI' immenso.
A Genova ed alla Diaz "è stata sospesa la democrazia" (cit. Amnesty International) e questa sentenza non può bastare per rendere giustizia. Se ancora qualche parlamentare della Repubblica Italiana si duole per una sentenza ingiusta che "colpisce dei servitori dello Stato", se il capo della Polizia fa le scuse più ipocrite della Terra solo perchè costretto da una sentenza passata in giudicato dopo dieci anni dai fatti, se l'ex capo della Polizia solidarizza anche con i condannati, beh giustizia non è fatta. Se in un Paese di tecnici e di alte cariche che si monitano addosso ogni tre per due, nemmeno una parola è detta su questa sentenza e sulla faccia di bronzo con cui un sottosegretario alla Presidenza del Consiglio (visto che De Gennaro ha anche fatto carriera) si permette di solidarizzare con i condannati, colpevoli di tali atrocità beh giustizia non è fatta. Se il primo partito d'Italia si sente di commentare ed argomentare in maniera dura e forte "le sentenze non si commentano" invece che evidenziare tutto quello che c'è da evidenziare e se del Governo di allora nessuno sente il bisogno di dire una parola e chi quella notte era nelle centrali operative della Polizia non parla/non spiega/non ricorda e nel frattempo continua a fare politica ad alto livello e ricoprire ruoli, beh giustizia non è fatta. 
Se ancora siamo al "CHISSA' CHE NOME" ha chi ha manganellato uno o più dei tanti ragazzi con le mani alte la notte dell'irruzione o chi ha umiliato ragazzi fermati nei peggiori modi che avevano il solo torto di essere dei manifestanti di quei giorni, beh giustizia non è fatta. Se De Gennaro è ritenuto degno di far carriera dopo aver guidato una polizia con così tante responsabilità, se a Fini si chiede ancora gentilmente ed in punta di penna (come fa ad esempio Serra su Repubblica) di dare spiegazioni invece di "imporgliele" inchiodandolo alle sue responsabilità, se si permette di mettere sullo stesso livello vittime e carnefici con parole che pesano come macigni, beh giustizia non è fatta. Se gran parte delle mancate condanne ai responsabili o la loro non eseguibilità sono da imputare ad omissioni ed ostacoli posti in essere da agenti e dirigenti di polizia ed a prescrizioni tagliagambe beh giustizia non è fatta.
La sentenza è una bella boccata di aria fresca, lo riconosco. Ma l'aria è troppo satura per poterla apprezzare per più di dieci minuti. Servirebbe una finestra spalancata e non un piccolo spiraglio, accontentarsi di quello non può essere giustizia. Come dice Amnesty International "la conclusione di questo difficile processo non può rappresentare la fine del tentativo di dare piena giustizia alle vittime del G8", non può esserlo. Per quei ragazzi massacrati ed umiliati, per le urla di derisione e la successiva voglia di abbuiare tutto, per le mancate scuse, per le mancate prese di distanze, per le cose omesse e nascoste, per le persone coperte e protette.
Per tutto questo, beh giustizia non è fatta.
BIGNAMI: la Diaz è una ferita aperta, mai cicatrizzata, di un Paese che delle omissioni e dei segreti fa un segno di riconoscimento ed un vizio troppo spesso mortale. Questa sentenza fa un po' sorridere e respirare aria pulita, ma troppo poca rispetto a quello di cui c'è bisogno....

giovedì 5 luglio 2012

Giustizia per Aldro

Come ho già scritto, in un paese civile e normale non ci sarebbe bisogno di questo tipo di mobilitazione con relativi post/petizioni/raccolte firme/blog/ecc.; non ce ne sarebbe bisogno perchè la giustizia e la civiltà dovrebbero essere le basi su cui costruire un Paese ed i rapporti tra gli abitanti dello stesso. 
Ma evidentemente questo non è il parere di tutti, o almeno non lo è di quelle persone che per Federico non vorrebbero Giustizia, quelle che usano ancora il condizionale per fatti accertati da sentenze definitivi, quelli che in questa storia hanno visto bene di irridere con parole e fatti la famiglia Aldrovandi invece di tendergli una mano per scusarsi e dargli sostegno visto lo scempio effettuato nei confronti del figlio.
Allora, per sostenere questi genitori che "STANNO INSEGNANDO" a tutti noi cosa significano le parole forza, dignità e coraggio vi invito
e sottoscrivere l'appello che riguarda Federico, ma non solo. Perchè questa famiglia ci insegna anche a guardare oltre....non deludiamola ulteriormente, firmiamo numerosi.
BIGNAMI: come dice il sito dell'appello....GIUSTIZIA PER ALDRO....

mercoledì 4 luglio 2012

Il brutto della genetica


Quando pensi che già uno sia sufficientemente nocivo, scopri che in realtà i fratelli Gasparri sono due, ed entrambi con lo stesso quoziente intellettivo, basta leggere cosa afferma il filosofo Clemente.
Tra l'altro, quozienti intellettivi uguali sia che si considerino singolarmente sia che si considerino sommandoli: ZERO.
A volte la genetica non è una bella cosa......

lunedì 2 luglio 2012

Racconti che fanno centro

LUCIANO LIGABUE - "Il rumore dei baci a vuoto" - Einaudi
L'incontro con i racconti del Poeta è un incontro strano. Perchè si parte da un presupposto comunque importante: lo stile del Poeta mi piace a prescindere. Nelle canzoni, nei film, nei libri. Quello che "dice" e come lo dice è come se si sposasse sempre con i miei gusti e con i miei pensieri. Quindi dichiaro la poca obiettività. I suoi precedenti libri mi avevano fatto molto divertire (i racconti di Fuori e dentro il borgo da cui è in pratica tratto RadioFreccia), affascinato per l'idea ed il racconto della stessa (il romanzo La neve se ne frega) e incuriosito in parte ma soprattutto lasciato qualche dubbio per la difficile interpretazione (le poesie di Lettere d'amore nel frigo). Questo libro, l'avevo sentito presentare in Tv ed ero rimasto col dubbio che i racconti potessero in qualche modo far rimpiangere quelli del borgo di RadioFreccia, troppo caratterizzato l'autore per i racconti precedenti. E leggendo il libro, questo pericolo si è volatilizzato. I racconti infatti vanno ben lontano dal racconto "unico" di fuori e dentro il borgo, dove tutte le storie avevano un unico filo conduttore. Qui non è così. Sono tredici racconti diversi l'uno dall'altro con l'unico legame dello stile descrittivo: intenso ma semplice, di cuore ma senza perdersi in un linguaggio complicato.
I finali non scontati ed in buona parte aperti lasciano un ricordo ancora più forte dei racconti, che riescono ad essere ognuno diverso da un altro, ed essendolo lasciano, a differenza di un romanzo, anche diverse sensazioni, da quelle più apprezzate a quelle un pò meno. Amicizia, amore, giallo, noir, ironia, malinconia, ricordi, famiglia. Tutto si mescola in racconti diversi, spesso all'interno dello stesso racconto, e diventa un bel piacere leggerlo. Da chi invoca se "HAI UN MOMENTO DIO" "se io ne avessi meno di pudore mi metterei a pregare. Ma sono sicuro che c'è la fila davanti a qualche dio, di gente che si fa viva solo quando ne ha bisogno o è disperata e chiede qualche tipo di miracolo. Promesse di grandi cambiamenti e pentimenti. In cambio. Come se quel baratto lassù se ne facessero qualcosa" alle amicizie in difficoltà ma vere di "isola verde" passando dalla durezza e crudezza profonda e toccante di "lo vuole vedere?" alla riflessione di "goditi tutti i tuoi perchè pensò. Ti ritroverai senza accorgertene a smettere di chiederli. Oppure qualcuno lo eviterai con cura".
Alcuni ironicamente obliqui come "ristretto vuol dire ristretto", alcuni veramente piccoli romanzi dal condensato gusto artistico come "l'estate più calda fin qui", alcuni da far scaldare il cuore come "pioggia di stelle". Ancora centro per il Poeta, magari diverso, magari senza la lode o il voto a tutto tondo di un concerto speciale che sa far solo lui, ma ancora un notevole centro...
BIGNAMI: da leggere senza fretta ed assaporando le tredici diverse storie, vengono fuori spunti interessanti e pezzi davvero notevoli di scrittura, non a caso è scritto da un Poeta, anzi IL poeta...

Consolante


E' molto consolante sentir dire al nuovo segretario della Lega: "Via da Roma" (in un convegno in cui si continua a parlare di Padania ed insultare l'Italia) e pensare che fino a pochi mesi fa questo tizio era Ministro dell'Interno.
Ancora più consolante sapere che in diversi di altri partiti ne hanno lodato le gesta da "statista".

venerdì 29 giugno 2012

Onore


Onore all'Italia (che a memoria credo sia la migliore nazionale a livello di gioco....da Vicini ad oggi) che va in finale meritando la vittoria (anche con un pizzico di buonasorte). 
Onore anche alle solite idiozie post-partita: da Buffon ad Abete, da Chiellini a Petrucci, non ci hanno fatto mancare niente da "lo spread lo decidiamo noi" "per un portiere come me certe parate sono il minimo" "potevamo farne 4" "questa nazionale riconcilia tutti col gioco del calcio". Ed infine non poteva mancare il presidente dal monito facile: "impresa senza aggettivi"....ecco, meglio se non li uso nemmeno io gli aggettivi.

giovedì 28 giugno 2012

Benvenuto Kappaverdeacido

Come dice il Poeta"SI VIENE E SI VA" e grazie a Blogspot da oggi Kappaviola può ospitare la sua versione acida in una pagina tutta sua, senza bisogno di un blog collaterale (come gli effetti indesiderati di un medicinale scaduto) che negli ultimi mesi aveva condiviso il percorso.
Trovate infatti in questa pagina (il cui rimando è anche in alto proprio sotto il titolo) tutte le acidità già pubblicate nel fu-blog e tutte quelle che da oggi in poi seguiranno direttamente qui, le riconoscerete dall'intestazione inequivocabile che rende omaggio e ricorda il povero blog che ci ha abbandonato.
Così chi prima scansava il verdeacido perchè gli era più che sufficiente sorbirsi i post scritti qui, adesso non ha via d'uscita......come dite? Basta smettere di leggere anche Kappaviola?!!?
NON SCHERZATE e non provateci minimamente che vi vengo a trovare personalmente uno per uno....

lunedì 25 giugno 2012

In un paese civile e normale...

"BUONANOTTE ALL'ITALIA". Non a quella che dopo una bella partita (riconosco, meritava di vincere nei 90 minuti poi ai rigori è sempre un colpo di fortuna..) PURTROPPO va alla semifinale degli europei. No, non parlo di calcio. Parlo dell'Italia in genere ed il buonanotte non è riferito alla borsa di Milano che tende al ribasso o allo spread che fa il percorso inverso (chissà dove sono ora i soloni che dicevano che con i tecnici lo spread spariva ai livelli pre-crisi..). Non parlo di quello.
Parlo di un'Italia che non riesce a volersi bene. Questo paese proprio non ce la fa a fare una degna figura quando si toccano certi argomenti. Qualche giorno fa è arrivata la sentenza della Cassazione su una storia brutta da far paura e che si trascinava da anni. Quella che tutti invocano sempre, giustamente, come elemento sostanziale per poter esprimere un giudizio sulla colpevolezza. 
Ecco, la sentenza è arrivata e parla di omicidio. Da parte di poliziotti che finora avevano sempre definito visionaria la mamma di Federico che chiedeva giustizia e metteva tutta se stessa nella ricerca della verità, lottando contro tutti e tutto, da parte dei poliziotti ed i loro capi, nonchè gli allora ministri o sottosegretari come Giovanardi che all'epoca anche in interrogazioni parlamentari escludevano ogni qualsiasi relazione tra la morte del ragazzo e le violenze dei poliziotti. 
Invece è andata che i poliziotti hanno davvero abusato del loro ruolo fino ad uccidere Federico. Colpevoli secondo la Cassazione, sentenza passata in giudicato quindi accertata. Ecco è qui che l'Italia non riesce a fare una bella figura. Perchè in un paese civile e "normale" (se mai questa parola possa voler dire qualcosa) i quattro colpevoli, dopo questa sentenza, andrebbero accompagnati in una cella e chiusi lì per tanto e tanto e tanto tempo. Invece pare che con le leggi che abbiamo probabilmente non faranno neanche un minuto di cella, grazie ad indulti e cose varie create da questa splendida classe politica che abbiamo.
In un paese civile e "normale" le istituzioni andrebbero dai genitori di Federico Aldrovandi e chiederebbero scusa del comportamento omicida di quattro esponenti delle Forze dell'Ordine che le stesse istituzioni dirigono, invece il Ministro dell'Interno se ne esce con un "se ci sono stati degli abusi come sembrerebbe è giusto che vengano colpiti ma non cadiamo in giudizi sommari sulla polizia" e via lì ad incensare l'opera della polizia. Nessuno dà giudizi sommari sulla polizia, cara signora Cancellieri. La Cassazione sentenzia che quattro poliziotti sono colpevoli di omicidio, lei su questo deve parlare, togliendo il condizionale dalle sue frasi e chiedendo scusa ad una famiglia a cui le Forze dell'Ordine hanno tolto un figlio di 18 anni.
In un paese civile e "normale" ai quattro condannati non si permetterebbe di pubblicare su Facebook o da qualunque altra parte offese alla famiglia di Aldrovandi e qualora succedesse sarebbero immediatamente accompagnati là dove gli compete: in galera ma qui non succede niente dato che fino ad oggi questi "gigli di campo" hanno mantenuto il loro posto e tutt'ora non ci sono certezze sulla loro "fine lavorativa" dato che secondo la signora Cancellieri siamo ancora al Condizionale.
Infine in un paese civile e "normale" il signore al Quirinale che ogni pò si monita addosso, forse due paroline sulla vicenda e sulle successive cadute di stile, di educazione e di buon senso messe in file da Ministri e condannati era il caso le dicesse, tralasciando per un attimo di preoccuparsi di bavagli e similari.
In un paese civile e "normale"...eh....Buonanotte Italia...
BIGNAMI: tutta la mia solidarietà, la mia vicinanza ed un GROSSO abbraccio alla famiglia Aldrovandi...

sabato 23 giugno 2012

L'accensione del cervello

Ci voleva proprio una carica speciale. Ci voleva qualcuno che rinfrescasse la memoria sul fatto che la storia ed il passato sono fondamentali per capire il futuro. Tra spread, tecnici,  caste e presudopolitici l'aria in giro puzza di vecchio e stantio. "IN QUESTO VECCHIO GIROTONDO C'E' QUALCUNO" che la cambia aprendo una finestra e facendo passare un pò d'aria fresca e cercando di aprire anche la testa di molti che pensano che il passato e la storia siano "robe d'anticaglia". Testi conosciuti e già apprezzati ma che con la capacità interpretativa prendono tutto un altro aspetto. Ed allora quei racconti già reali nella tua testa per la lettura del libro prendono le sembianze vere dei protagonisti con Simone (dopo aver omaggiato con "termina il ricreativo principia il cuRturale" lo spettatore d'eccezione Monni...Bollins vedi a darmi bidone...) che dà voce ad un nonno reduce come ad una giovane studentessa dell'epoca in maniera ugualmente credibile. Ed allora non è più una presentazione di un libro ma un vero e proprio spettacolo teatrale in cui l'one-man show riesce alla perfezione. Fa riflettere, fa emozionare, coltiva cultura e soprattutto "lascia traccia di ricordi e vite che altrimenti l'oblio avrebbe portato via con sè". Ed allora ci voleva proprio una serata che accendesse il cervello. Una serata in cui la Costituzione diventa protagonista con gli splendidi auspici di Calamandrei e quell'articolo 11 così sbertucciato e così invece VERO e SPLENDIDO in quelle cinque parole "l'italia ripudia la guerra" (chissà se a qualcuno al Quirinale gli hanno fischiato le orecchie). Una serata dove una lettera del disertore interpretata magistralmente diventa una di quelle canzoni che appena hai finito di ascoltare vorresti ricominciare dall'inizio per apprezzare meglio sfumature e passaggi e che ti fa dare dello stupido perchè troppo spesso "te la scordi" tra le canzoni da ascoltare spesso. Una serata che sfocia in "la storia siamo noi" prima quasi sussurrata poi affermata con l'orgoglio di chi ci crede davvero, degna conclusione per un'artista che non riesce a non farti alzare in piedi, applaudire compostamente come nel suo stile, lasciandoti con un pò di brividi e con quella sana considerazione che davvero quei racconti sono parte di tutti noi anche se troppo spesso li consideriamo inutili o ammuffiti perchè troppo presi a rincorrere l'oscillazione di un titolo di Stato che non sappiamo nemmeno di preciso cosa sia.
Grazie Simone, ancora una volta.
BIGNAMI: sentire leggere direttamente da lui alcuni dei brani di un libro così apprezzato ha davvero qualcosa di speciale, esattamente come la serata...

giovedì 21 giugno 2012

Giornalismo cosiddetto....


Oggi tutti titolano ed urlano l'indignazione di Napolitano per l'inchiesta su Mancino.
Posizione giustamente da riportare ed evidenziare. 
Piccolo particolare. Nessuno (eccetto i soliti pochissimi) aveva riportato (nè la riporta oggi) l'inchiesta o l'aveva fatto in "esima" pagina nei trafiletti delle varie, quindi i lettori prenderanno Napolitano per pazzo che si indigna per una cosa che nessuno conosceva.
E' il bello del (cosiddetto)giornalismo italiano.

mercoledì 20 giugno 2012

Il poeta ed i suoi brividi inglesi...

"E COSI' ANCHE IL" concerto del Poeta all'estero è stato spuntato nell'elenco di eventi ligabuiani a cui ho assistito. Perso il tour di qualche anno fa per alcuni impedimenti e forse anche per un po' poca spinta (Bollins pardon), a questo giro al primo avviso ho mobilitato subito il capitano versione compagno di Ligabuata e messo davanti al fatto compiuto Bollins che aveva promesso "su Liga c'ho messo il crocione sopra, solo se dovesse fare un altro tour all'estero se ne riparla"
Londra, Royal Albert Hall, Liga. Evento da segnare a penna rossa ed evidenziarlo benbene, e questo sicuramente è quello che farà la mia mente, tenendo il tutto tra i concerti da ricordare.
Liga è carico ed anche se inizia con uno dei pochi (forse l'unico) pezzi che non riesco proprio a farmi piacere (sotto bombardamento) lo si capisce da subito.
Dall'inglese maccheronico con cui saluta il poco pubblico inglese presente (era Londra ed un teatro spaziale ma per l'aria che si respirava....sembrava di essere al Verdi) e da quella frase "so che qui siete abituati a sentire un altro tipo di musica, ma io qui faccio la mia" che annuncia scaletta ed esecuzioni in stile rock che probabilmente non erano le più previste dato il luogo.
Già il luogo. La royal albert hall. Posto di quelli che mette i brividi solo a pronunciarlo e che da dentro emana lo stesso senso di immensità e di unicità. Bellissimo nella sua eleganza ti dà esattamente l'impressione di essere dentro a qualcosa di straordinario, accogliente ma di alto livello, elegante ma rock. Lo stesso del Poeta.
Condito poi da quelle X (il conto onestamente è stato perso all'ennesimo "scendo un attimo vado a fare il pieno" del capitano) birre acquista anche quella penombra perfetta per gustare al meglio la voce del Liga e la sua adrenalina. 
Confermando che la mia versione preferita resta quella "da stadio", il concerto è stato un signor concerto. Liga ed il resto della band erano in palla e ci hanno fatto volare alti, purtroppo per troppo poco tempo. Infatti la breve durata del concerto (due ore poco più) ha limitato anche le scelte della scaletta, coraggiosa ma che andando a ripescare anche brani poco usati nei concerti (il campo delle lucciole, almeno credo, aaa qualcuno cercasi) ha lasciato vuoti che si sono fatti sentire (balliamo sul mondo, le donne lo sanno, ho messo via per citare le prime che mi vengono in mente che di solito accompagnano i concerti del Liga). Come sempre, i suoi concerti "dovrebbero durare di più", ma a questo giro MOLTO di più.
A parte questo, brividi in quantità industriale. Dalla diga rotta sulla solita canzone che non riesco proprio a "reggere" (e menomale che ci sono spalle importanti che si danno il cambio per farmici appoggiare) al fascino senza confini di leggero che inonda londra di cose buone, dall'abbraccione unico a rischio caduta sui seggiolini per urlando contro il cielo a tutte quelle canzoni che ti rimandano a firenze con la testa e con il cuore, dal centro del mondo che accende sempre il suo bengala luminoso alla sorpresa per i pezzi che proprio non ti aspettavi di trovare varcato il confine ed infine dalla sensazione di averle davvero viste tutte con questa edizione inglese del poeta alla convinzione che col capitano riusciremo a trovare ancora una volta il modo di rendere l'ascolto del Liga come inedito.
Concerto che ha fatto centro e che (con tutto il resto di Londra) sembra già così lontano ma in realtà non ha nemmeno un mese di "vita". Sarà il ricordo splendido che ha lasciato, le spalle che ho avuto in questa avventura, la sfida con Bollins vinta, la pila di bicchieri vuoti, la mia costante fissazione per il poeta.....ma ripartirei domani, anche stasera ci fosse modo.....e son sicuro non sarei solo......
BIGNAMI: per il luogo eccezionale, la splendida compagnia, le birre ed il clima da gita, concerto da 10 e lode. Condizione/esibizione del Liga&c un 8 abbondante.  Scaletta da 7,5 per il coraggio e le novità. Durata (ahimè) unica insufficienza che forse non permette al concerto di salire sul podio dei più belli dove per ora restano flog/san siro/campovolo ed II. Aspetto le contestazioni di Bollins sui voti appena dati.....

martedì 19 giugno 2012

Buffon (i)


Io potrei anche provarci a non sparare acido sulla Nazionale (lo ammetto con difficoltà) ma se questi per aver piegato la temibilissima corazzata Eire vanno in pellegrinaggio alle tre di notte dai frati francescani camaldolesi....io come faccio a non commentare e non definirli pellegrini pèdavvero?!!?
Degni del loro portiere: Buffon (i)...

Forza Emilia

L'arrivo di Scipione ed il suo caldo asfissiante che mi fa pensare a chi devo viverlo in tenda, alcuni racconti dai campi di Novi e Mirandola, il pensiero a chi dopo più di un mese sente ancora tremare piedi e gambe, l'immagine di alcuni bimbi che giocano nelle strutture vicine ai campi allestiti, la voglia di ripartire e l'immobilismo della burocrazia, la forza che in ogni racconto ed immagine viene fuori dagli emiliani.
Perchè non passi dalla memoria di nessuno una regione ferita che sta provando a rialzarsi ed a curarsi le ferite che non scompariranno mai ma che almeno possono e devono cominciare a cicatrizzarsi con il sostegno e l'aiuto di tutti quelli che ce l'hanno davvero "NEL CUORE" e che sono in prima fila a dare una mano.
FORZA EMILIA. FORZA.

lunedì 18 giugno 2012

Tanti cari auguri


Visto che giovedì, purtroppo solo in parte, gli auguri hanno ottenuto un parziale risultato, ci riprovo.
Tanti cari auguri agli azzurri sperando di ripetere stasera questa impresa.

domenica 17 giugno 2012

Cattivoni


Il presidente della Repubblica afferma di essersi interessato personalmente (ovviamente nel rispetto dei suoi compiti e del suo ruolo) del caso di Nicola Mancino che chiedeva un suo intervento con i giudici siciliani, ed il problema qual'è? Che quei mascalzoni del Fatto Quotidiano hanno tirato fuori la questione....
Cattivoni!!!!

venerdì 15 giugno 2012

Chi sbaglia paga


Cicchitto: "Per i giudici deve valere il principio del chi sbaglia paga", ecco per i giudici.....
Quando si dice mettersi in gioco in prima persona...

giovedì 14 giugno 2012

Regolamento etico

Scoop sensazionale a poche ore dalla partita Italia-Croazia (in vista del match vivissimi auguri agli azzurri....).
E' stato infatti rinvenuto il preziosissimo "regolamento etico" della Nazionale Italiana, guida imprescindibile per il comportamento di giocatori/dirigenti/tesserati, uno degli elementi più indicati tra "QUELLI CHE SANNO SPIEGARTI" come comportarsi e quali scelte fare.
Ecco i primi articoli:
1 - può giocare come portiere titolare solo chi ha elargito negli ultimi due anni almeno 1 milione di euro a titolari di agenzie di scommesse
2 - diventa capitano e riferimento della Nazionale solo chi dimostra il suo spirito sportivo rilasciando dichiarazioni del tipo "in fondo non c'è niente di male se due squadre ogni tanto si fanno anche due conti ed invece che giocarsela si accontentano e fanno un pareggio che va bene ad entrambi"
3 - viene considerato titolare inamovibile della difesa della Nazionale solo chi, anche se indagato, non ha ricevuto la dovuta notifica nei giusti tempi e se gioca nella squadra campione d'Italia
4 - viene escluso dalla Nazionale chi è indagato con dovuta notifica ed appartiene ad una squadra di poco "peso politico", meglio se non italiana, perfetto se di un campionato lontano non tra i principali
5 - Viene convocato e dichiarato punto di riferimento per l'attacco un giovane di belle speranze, anche se inanella mancanze di rispetto verso compagni e tecnici, squalifiche, fallacci, comportamenti offensivi, atteggiamenti insolenti purchè ogni volta faccia pervenire un comunicato stampa di scuse a firma di un procuratore o di chi in quel momento gli è vicino
6 - è eletto a furor di popolo e di spogliatoio rappresentante, bandiera e portavoce (anche nei confronti delle alte cariche dello Stato) chi è colpevole di falsificare un diploma e può vantare di aver esibito magliette con scritte fasciste o sventolato bandiere con croci celtiche nonchè essere oggetto di un' informativa della Guardia di Finanza in cui non si può escludere il suo coinvolgimento nel calcio scommesse
7 - è assegnata di diritto la maglia numero dieci a chi ridendo e bullandosi afferma in conferenza stampa frasi piene di cultura, rispetto ed intelligenza del tipo "Ci sono froci in squadra? Se penso quello che dico....son froci? Problemi loro, la risolvo così. Mi auguro proprio che non ce ne siano"
8 - la nazionale è impegnata nella diffusione della cultura sportiva e non nonchè del rispetto delle regole e delle buone maniere, ma solo quando non ci sono partite da fare, in quel caso ad eventuali conferenze stampe in cui si chieda un parere sulle suddette dichiarazioni del numero dieci si risponde garbatamente "parliamone pure, ma non ora che c'è un europeo da giocare"
Purtroppo sono arrivati illeggibili gli altri articoli del regolamento, ma con un pò di pazienza verranno resi noti dai comportamenti e dagli atteggiamenti dei tesserati, sempre puntuali nel seguire e rispettare il regolamento stesso...
BIGNAMI: documento cardine per una gestione tecnica etica all'altezza....

Auguri


In attesa delle 18, un video speriamo beneaugurante e tanti cari auguri alla nazionale dal codice etico di ripetere la stessa impresa.

martedì 12 giugno 2012

Razzismo


Avvertite Prandelli che le parole di Cassano sui gay sono razziste quanto i buuh a Balotelli
Visto che per questi ultimi voleva far sospendere le partite....

Regolamento etico


Il regolamento etico della Nazionale di Prandelli è la versione calcistica della sobrietà e dei tagli alla casta politica. Parole ipocrite per darsi un tono.

Età


Fatemi capire, si compra un allenatore di 38 anni (leggi Montella) e poi si fa un'offerta per una punta di 39 (leggi Inzaghi)!?!?
Ditemi che state scherzando, su...

lunedì 11 giugno 2012

Equidistante


Ma l'intento di Napolitano che ride e scherza con Buffon sulle scommesse è quello di far capire di non essere schierato nè con i giudici nè con i soggetti "per cui non si può escludere il coinvolgimento nel calcio scommesse" visti gli assegni  con sei zeri a tabaccai/ricevitorie fortunate?
Che bel Presidente equidistante...

Ancora una volta....GRANDE Simone...

SIMONE CRISTICCHI - "Mio nonno è morto in guerra" - Mondadori
Arrivato in fondo alle 164 pagine di questo libro ho capito una cosa, che quando capita il libro buono, riesco ad andare oltre le mie manie di lettura. Infatti quello dei libri a racconti difficili ad entusiasmarmi è un pò uno dei miei tallone d'Achille, ma a questo giro sono riuscito ad andare oltre.
Cristicchi riesce di nuovo a fare centro. Dopo lo spettacolo teatrale, che ancora una volta vi consiglio, colpisce nel segno anche con questo libro di racconti della seconda guerra mondiale. "Sono gli appunti di viaggio di un ricercautore che ha attraversato l'Italia senza stancarsi mai le gambe e le orecchie" così lo presenta Simone. E oltre a non stancarsi, nei suoi "appunti" emerge la passione e la voglia di evidenziarli e renderli noti per una finalità che può sembrare banale ma che in realtà racchiude il significato reale della parola cultura: "credo fermamente che se ogni ragazzo italiano, oltre a studiare a scuola le scienze o la geografia, sapesse raccontare la storia dei propri nonni, nel nostro paese assisteremmo ad una piccola grande rivoluzione culturale". L'impeto e la passione dei mille "pezzi" di questo libro hanno in comune con lo spettacolo la purezza del racconto e la sua profondità. Leggerli è come sentire un nonno o una persona cara che ti racconta cosa ha vissuto, non tanto per la volontà di darsi delle arie o "un tono", ma per metterti a conoscenza di dove il lato negativo dell'animo umano può arrivare quando cammina lungo la strada della guerra e delle prevaricazioni.
La mano di Cristicchi si vede nel delineare ogni racconto come semplice e di facile lettura per tutti, scorrevole anche se gli argomenti sono tra i più pesanti. 2/3 massimo 4 paginette di storia e tutto il senso del racconto esplode nella sua interezza. Nei racconti c'è il ricordo, le emozioni ma non traspare mai l'odio o la volontà di inculcare una certa idea o verità, non c'è giudizio o voglia di vendetta ma solo la voglia di gridare che "CHI TACE ACCONSENTE" e certe cose non possono finir dimenticate.... "nei momenti più duri l'unica salvezza era l'inventiva che faceva creare ricette nuove ottenendo i massimi risultati dai minimi ingredienti" "quando alzare la testa significa votarsi alla tortura, non resta che l'obbedienza dolente ed il disprezzo di sè" ma anche interi racconti come "le donne si ribellano" "i baci senza sapore" "la fabbrica della morte".
Libro da non perdere, tanto che per ringraziare a dovere chi me l'ha regalato (grazie ancora...) ho pensato di regalarlo a mia volta, sperando che piaccia quanto è piaciuto a me.
BIGNAMI: poco da aggiungere se non che NON potete non leggerlo. Ancora una volta, grande Simone!