venerdì 28 giugno 2019

Viva Fiorenza

Kiave di lettura n° 344
Fiorenza è vestita a festa. Le chiarine ne salutano eleganza e portamento. Il corteo, senza chiederla, ottiene strada in automatico con i tamburi a scandirne il passo. Il gonfalone e gli sbandieratori lasciano il giusto fondale alle foto dei turisti e degli innamorati della città col giglio. Le madonne fiorentine aspettano il passaggio dei messeri in piazza Signoria. I quattro quartieri sfilano eleganti e fieri nelle loro sfumature azzurre, bianche, rosse e verdi. Due di questi quattro colori hanno la testa già in Piazza Santa Croce ed al sabbione che sta aspettando sconciatori, corridori, datori innanzi ed addietro. Il Magnifico Messere osserva il passaggio della vitella e il pubblico comincia a scaldarsi acclamando i beniamini con il consueto "picchia .....inserire colore di appartenenza.... picchia .....inserire colore di appartenenza... EH "che sale di tono con l'avvicinarsi delle diciotto. La piazza più bella del mondo ascolta "attenta al comando" ed aspetta la prima voce della colubrina che fa svuotare in un attimo il campo. Pallaio e Maestro di campo si preparano a dare il via a ventisette in costume per colore che si fionderanno alla ricerca dell'avversario e della caccia. Il rischio del blocco, del placcaggio e della mezza caccia è accettato da giocatori, rioni e tifosi. Si può cominciare. "UN CUORE CHE TRABOCCA" fiorentinità osserva orgoglioso e fiero.

venerdì 21 giugno 2019

Si è sentito...

Kiave di lettura n° 343
Era un regalo mirato quello del perfetto consulente letterario romano. Era con l'augurio che si potesse sentire davvero, ben sapendo entrambi che "NESSUNO PUO' SENTIRE" così bene quel silenzio. Parlo di quel silenzio avvolto nella nebbia che si prova ad ascoltare e sentire ad Auschwitz e Birkenau (leggi cliccando qui le sensazioni di quel viaggio).
PAOLO NORI - "Si sente?" - Marcos y Marcos
Ho letto (iniziato) il libro di Paolo Nori, proprio durante il volo per Cracovia. L'inizio è di quelli che ti coinvolge subito, superando anche quello che lo stesso autore definisce come la difficoltà maggiore "...che finire, finisci per forza, cominciare invece delle volte stai lì un sacco a pensarci, comincio o non comincio..." e soprattutto togliendo dalla testa il dubbio mai troppo lusinghiero per l'autore "..quando uno che ha letto il tuo libro ti chiede perchè scrivi c'è qualcosa che tocca...che non va..".
L'argomento del libro è ben identificato dalla copertina ed emerge bene dalle pagine che si sommano, anche se il modo di affrontare l'argomento non è per niente banale, in pieno stile Nori. La partenza in riferimento ferroviario "..il treno è il vettore, ma chi ti obbliga a andare su quel treno...è la storia..." è esemplificativa del percorso del libro che si sviluppa in percorsi narrativi e storici che affiancano in modo totalmente suo le vicende di Auschwitz e Birkenau "...quando la storia ti spinge da una parte, quando tutti intorno a te dicono una cosa, per quanto schifosa quella cosa possa essere, in quel momento lì ti può sembrare normale pensarla e dirla anche te..." fino a finirci dentro "...come per dire, voi ci assediate? voi pensate di ridurci alla fame? E noi ci mettiamo i  nostri vestiti migliori e andiamo nel migliore teatro a sentire eseguire dai nostri migliori musicisti l'ultima sinfonia del nostro migliore compositore..." evidenziando quello che la vicenda in sé provoca "...sarebbe una gran cosa riuscire a guardare le cose con quell'attenzione lì, da deficienti, come le si vedesse per la prima volta...". Quest'ultimo è (almeno per me) il messaggio che vuole passare dalle pagine che raccontano i discorsi dello stesso autore tenuti per il libro e sul libro.
Si sottolinea infatti l'esigenza forte infatti di vedere le cose con gli occhi "aperti" di chi dalle stesse è sorpreso, di chi ne rimane travolto e "segnato" "...volevamo afferrare la vita il più velocemente possibile, ma non conoscevamo le parole..." quasi sconvolto e non con gli occhi abituati al conformismo della storia nota quasi dovuta. Solo così, quello che vediamo e/o sentiamo e/o che lo stesso Nori prova a raccontare accenderà la giusta riflessione a seguito della vera emozione, riflessione che dovrebbe portare a consapevolezza "...rispetto ai centri di permanenza...io mi son chiesto come faccio a far finta di niente, a voltare le spalle, a fare come se non esistessero, oggi, in Italia, ai quali non ci si può avvicinare, come non ci si poteva avvicinare ad Auschwitz e Birkenau e dei quali non parla nessuno come non parlava nessuno di Auschwitz e Birkenau...". 
Chi si aspetta il libro sui campi con i "racconti classici" o le vicende di chi li ha vissuti sbaglia lettura. Chi ha la voglia di seguire un tipo di narrazione obliqua, incentrata sulla voglia di percorrere storie e di sentirle sulla pelle il reale scorrere del treno con i suoi sussulti e le sue oscillazioni, trova il giusto volume.
BIGNAMI: il consulente letterario, sbaglia raramente e non è questo il caso. Quattro stelle su cinque la mia valutazione.

martedì 18 giugno 2019

In Automatico...


In Automatico. 
Appena mi hanno detto "hai sentito? Pare abbiano arrestato Platini..." - clicca qui per leggere, a me si è aperto un sorriso soddisfatto a 32denti e sempre in automatico mi è venuto da citare "...so soltanto come si dice Vaffanculo Platini..."
In Automatico.

lunedì 17 giugno 2019

Una scelta utile

Kiave di lettura n° 342
Periodo di code ai CAF per copie di certificazioni dei redditi, scontrini fiscali, fatture e dichiarazioni fiscali. Sicuramente cose non così divertenti, a maggior ragione per quelli "CHE HAN RISPOSTE" che alla fine delle code e delle copie, li porteranno anche a pagare le dovute rate di tasse.
Ed allora, per rendere utile un periodo non propriamente divertente, vi propongo una cosa. Nessuna novità ovviamente, nessun colpo di genio personale....ma una cosa che ogni volta trovo più importante, più piena di senso, più utile.
Sto parlando di prender nota di un codice fiscale (971 471 101 55) e di donare il 5 per 1000 a chi ne può fare un giusto e meritevole utilizzo: EMERGENCY.
Emergency la chiama "una dichiarazione di umanità", io "una scelta utile ed importante".
Dopo quella piccola firma vi sentirete un po' meglio, fidatevi. A me succede così da un bel po' di anni, ed anche nei giorni scorsi è andata proprio così.

venerdì 7 giugno 2019

Inevitabile

Kiave di lettura n° 341
"Commossi per Commisso".
foto tratta da violanews
In questo momento la Firenze viola "non ha occhi che" per il nuovo proprietario del giocattolino più amato dalla città.
"GLI OCCHI FANNO QUEL CHE DEVONO", visto che non poteva che essere così. Così come non poteva che terminare qui l'esperienza dei Della Valle (per molti anche troppo in ritardo).
Il buon Rocco Commisso, ben imbeccato, si è presentato ieri con la sciarpetta al collo, magnificando Firenze, sviolinando sui marchi indelebili della storia viola (Hamrin, Antognoni, Batistuta) e cercando un orgoglioso profilo ("non sono qui per svendere") senza voli pindarici ("promettere meno ma realizzare di più").
Certamente arriva al momento giusto. In un momento in cui per la Firenze calcistica era impensabile ripartire per la costruzione di una nuova stagione (o addirittura ciclo) con una società/proprietà con la quale esisteva ormai una frattura netta ed insanabile. Pur non essendo stato mai troppo antidellavalliano era ormai inevitabile la cessione. Difficile fare un bilancio di questi anni. I primi dieci anni di alti e bassi ho provati a descriverli con gli occhi del tifoso in "Una passione da dieci"Storia che più o meno cominciava così.
Dopo aver trattenuto il fiato a lungo temendo il peggio, cioè scomparire per
sempre dalla “mappa calcistica”, Firenze cominciò a respirare di nuovo. La felicità
per il possibile rilancio e la possibile ricostruzione di quello splendido
giocattolo viola era innegabile e condivisa da tutti gli amanti della Fiorentina,
ma come sempre accade nella città dove ci si divide su tutto, non erano tutte
rose e fiori. Nonostante il “buon nome” della famiglia i dubbi che accompagnavano l’operazione esistevano ed erano legati al fatto che diventavano proprietari della
squadra due fratelli che con Firenze non avevano niente a che fare. Questo,
se da un lato veniva visto come una svolta positiva rispetto alla precedente
proprietà che aveva visto un tifoso rovinarsi anche per colpa della Fiorentina,
dall’altro lasciava alcuni dubbi per il reale interesse della famiglia nel rilevare
la società. A questo si aggiungeva anche il fatto che il nome dei Della Valle non
era mai stato avvicinato alla squadra quando si poteva tentare di salvarla dal
crac di Cecchi Gori, ma soltanto dopo il fallimento i due fratelli erano usciti allo
scoperto, rilevando e ottenendo una società praticamente a zero euro. Certo,
l’impegno finanziario in prospettiva era importante e sostanzioso, ma al momento
iniziale l’esborso era pari a zero e il timore era quello che l’investimento
finanziario fosse l’unico reale interesse della famiglia.
I timori erano incentrati sulle sole motivazioni “economiche” dell’operazione:
rilevare una squadra dalla storia importante come la Fiorentina, che anche in
serie minori avrebbe avuto le luci puntate addosso per la sua vicenda e per il
suo passato, per farsi ulteriore pubblicità; creare buoni rapporti con le istituzioni
fiorentine per eventuali futuri affari; farsi conoscere sui palcoscenici
mondani che comunque il calcio italiano poteva garantire essendo lo sport
più seguito e una delle industrie più redditizie del panorama italiano. I timori
c’erano ed erano acuiti e rafforzati dalla recentissima ferita ancora viva e dolorosa
del fallimento e da quello spirito fiorentino di orgoglio e fierezza che
comunque era messo in difficoltà dal fatto che per salvare un “bene di famiglia”
come da tutti era ed è considerato la Fiorentina, arrivassero degli industriali
marchigiani che fino ad allora mai erano stati visti a Firenze.
Alla felicità di poter di nuovo veder giocare la Fiorentina si affiancavano questi
dubbi e questi timori che accompagnavano buona parte dei fiorentini, alcuni
più manifestamente altri un po’ meno. Ma in quel momento il bene primario
da tutelare era la “rinascita” della squadra, lo spirito comune di tutti per cercare
di lasciarsi alle spalle quella brutta esperienza del fallimento e risalire alla
svelta. Il tempo avrebbe detto se i timori verso i Della Valle si sarebbero rivelati
corretti oppure no. In quel momento però c’era una cosa più importante da
realizzare tutti insieme: una lunga marcia.
Il romanzo della risalita dalla C2 fino alla Champions ha "tenuto" fin quando interesse, voglia ed investimenti sono stati percepiti come evidenti. Fin quando cioè quella lunga marcia è stata vista come "comune". Poi piano piano il rapporto è andato sfilacciandosi, prima lentamente e poi inesorabilmente. La famiglia Della Valle si è allontanata quasi abbandonando il terreno e squadra/società/tifoseria hanno accusato il colpo. Sono cominciate le frizioni prima e le contestazioni poi che hanno inesorabilmente portato ad una lunga discesa, alla fine della quale (e di un triennio fatto di zero programmazione, mercato, idee) si è arrivati anche a rischiare la Serie B. Da parte della proprietà si è mantenuto sempre e soltanto viva l'attenzione a non mettere a rischio il bilancio.
Ecco, questo onestamente dobbiamo riconoscerlo ai Della Valle. All'atto del precedente cambio di proprietà mancavano anche i palloni e la squadra non si sapeva dove avrebbe giocato: fra Dilettanti e C2 ma sicuramente lontano dai campi che le competevano da sempre. Adesso la squadra è svuotata sì di molte cose, ma con "i conti in ordine", in Serie A e con una squadra "media" che vanta un possibile futuro campione.
Ed allora, con il rammarico di essere arrivati solo vicino a qualcosa di importante (due semifinali di Europa League, ottavi di finale di Champions, due finali di Coppa Italia perse, alcune singole partite che passeranno alla storia come il 4-2 alla #juvemerda o la vittoria di Anfield) salutiamo i Della Valle e diamo il benvenuto a Commisso, senza esaltazioni e senza proclami (seguendo il suo motto) ma contenti perché era davvero diventato inevitabile e necessario. Grazie per l'aria fresca e il piccolo/grande entusiasmo che ha (ri)portato; si ricomincia finalmente a programmare stagioni calcistiche invece che pensare a comunicati e contestazioni. Vedremo ovviamente quale sarà la qualità, ma senza contestazioni e fratture....almeno per un po'..... ; - )

mercoledì 5 giugno 2019

Gesti di un tempo...

Kiave di lettura n° 340

Per un ritorno agli scaffali del mio Katalogo - sezione libreria la scelta del libro da commentare è un po' particolare, per tipologia ed argomento.
ANTONIO PADELLARO - "Il gesto di Almirante e Berlinguer" - PaperFirst
L'acquisto, son sincero, è avvenuto esclusivamente perché lo spacciatore giornaliero di fattiquotidianiEderivati me lo ha sottoposto e messo da parte con la frase "so che di solito li compri, se ti può interessare...". La dimensione "slim" del prodotto ha fatto sì che completassi l'acquisto ed il libro prendesse la corsia prioritaria della lettura rispetto ad altri libri della stessa casa editrice. L'argomento è "originale nel suo essere datato" ed il modo di affrontarlo lo è ancora di più, cosa che onestamente non mi aspettavo.
Padellaro riporta chi legge il libro ad un periodo che è sì lontano, ma sembra anni luce ancora più perso nel tempo, tanto gli scenari sono diversi e completamente modificati. Il libro infatti riporta ad un periodo in cui c'era "UN MURO E BERLINGUER" e Almirante dai due lati dello stesso. Due politici divisi nell'epoca storica rappresentata da una divisione ancora più netta e non solo apparente. Due stature morali diverse (per me neanche lontanamente paragonabili nè avvicinabili....neanche nello stesso titolo del libro...) che in un periodo storico rovente trovano modo, spazio e umiltà per confrontarsi con il "nemico".  Degli incontri si ha poche notizie, sul numero e sugli argomenti. Si sa invece che un leader appurato dell'epoca "erede e depositario del più fiero e indomabile antifascismo" facendo "qualcosa di sorprendente e straordinario. in fondo è ciò che chiediamo tutti di essere sorpresi da ciò che pure pensiamo di conoscere bene" ha avuto modo di incontrare quello che era il suo punto di riferimento dall'altro lato del "muro". Onestamente mi aspettavo qualcosa di più concreto sugli incontri e/o qualcosa di più sui motivi/argomenti delle conversazioni, ma Padellaro riesce comunque a tenere viva l'attenzione di chi legge, virando su un testo più frammentato rispettato alle informazioni ma interessante per il percorso che cerca di costruire provando a fotografare il reale significato (e la relativa portata) di quegli incontri. Si affida a citazioni che onestamente non mi sarei aspettato "diffidate degli amici vi tradiranno più facilmente perchè rosi dall'invidia...un nemico di un tempo, sarà nei vostri confronti più leale di un amico perchè deve dare maggiore prova di sè.." (cit. Robert Green) oppure "il modo in cui giocavamo noi era una forma di jazz""quando l'ironia diventa un semplice strumento di discorso sociale...è solo un modo fico di fare, di parlare e di agire, di prender in giro tutti, te compreso.." (cit. David Foster Wallace) ma che si collocano perfettamente nel racconto, aiutando la comprensione di un percorso narrativo più letterario e poetico che non di cronaca. Alla fine "come due persone che non hanno bisogno di dirsi altro" Padellaro decide di non raccontare altro. Solo di fotografarli, "incredibilmente soli e vicini". E ci riesce molto bene.
BIGNAMI: il libro è veloce e scorre bene. E' una lettura che non "sconvolge" dalla bellezza e non "rapisce" dai fatti descritti, ma fornisce spunti di riflessione interessanti. La mia valutazione è di tre stelle e mezzo su cinque.

sabato 25 maggio 2019

Domenica sotto una splendida acqua

Kiave di lettura n° 339
La "comunità della meteorologia" tutta, aveva "messo acqua" per Domenica scorsa in modo unanime, come da anni non le capitava. Lo sapevamo quindi che l'avremmo sicuramente presa in dosi massicce e per tempi neanche così brevi. Eravamo infatti fuori forma e quindi il "10" della deejayten sarebbe stato particolarmente duraturo. Lo sapevamo bene e senza bisogno di alcuna "comunità" a fare previsioni in tal senso.
Ma c'eravamo. Tra arrivi a sorpresa, sveglie in ritardo ed arrivi in mobike, c'eravamo. Il solito caffè al solito bar che "non c'è più" "ah no eccolo qui...si comincia di nulla...", l'insolita attesa che almeno un po' rallentasse l'acqua che come da previsione era compagna ben presente e si poteva partire. 
Il lungarno era meno stipato e meno unico a livello cromatico (causa presenza di impermeabili/cappauei/gialloni e similari) ma manteneva immutato il suo fascino, il via come sempre invece ha mantenuto tutta la sua magia del suo implicito "e ora tocca correre". Come sempre il momento caotico della partenza stipata ed "incanalata" dalle transenne ha rimandato il momento di rilassatezza di muscoli e testa alla salita verso il Piazzale, dove "A MIO MODO E COL MIO PASSO" ho avviato musica ed i giusti giri del motore. Le gambe, ma soprattutto il fiato, si sono comportati bene per un po' e poi hanno tenuto a ricordare che qualche mese di stop forzato + qualche mese di stop "da svogliato" non potevano passare inosservati.
In aggiunta, poco prima della fine della salita, la musica (o meglio gli auricolari) facevano ancor peggio delle gambe mostrando proprio bandiera bianca su un Liga che provava a darmi spinta parlando di "miracoli". Come trama da romanzo non male: fuori allenamento, pioggia, senza musica, ancora un pezzo di salita e più di 6 km da fare. Ed allora mi son venute incontro le parole del Ghigio di un paio di anni fa "ho spento la musica perchè volevo godermi la corsa e Firenze". Ecco. Ho fatto lo stesso. Ho cercato di stringere i denti fino al "gran premio della montagna" ed ho puntato il rifornimento poco dopo non perdendo di vista la magnificenza della vista dal Piazzale. Come sempre non all'altezza del balordo che ha dato il meglio di se con il selfie immancabile che quest'anno ha catturato anche l'attenzione di radio deejay che gli ha riservato un posto nella galleria sul suo sito (vedi foto qui di fianco).
La discesa, Porta Romana e l'obiettivo dei Lungarni. In quei minuti le gambe sembravano non accusare fatica, la pioggia era meno inclemente, anzi sembrava darti una mano e davvero ho assaporato una corsa speciale "con l'acqua che ti lava tutto quello che butti fuori" ha trovato le parole perfette per descrivere la sensazione il Maso.
Ecco. Fatica, rabbia, stanchezza, pensieri. Tutti accompagnati all'uscita da una carovana di gente sotto l'acqua che arrancava insieme. E da quella sensazione di potercela davvero fare. Allora non ha vinto nemmeno la sensazione di "spostamento dell'arrivo" in avanti quando quel "girigogolo finale" sui lungarni che sembrava interminabile e soprattutto spostare costantemente più lontano il traguardo.
Ma l'attesa è stata ripagata quando sotto il Duomo il cronometro si è fermato: 59 e 23. Sotto l'ora come era l'obiettivo o meglio il sogno. Ma è stato solo l'aperitivo delle soddisfazioni. Perché poi sono arrivati i piatti forti: gli abbracci con chi ha condiviso questa domenica sotto una splendida acqua. Alla spicciolata ed ancora più graditi perché ripetuti. Con la stessa intensità, come quella che abbiamo messo tutti per arrivare a quella via Calzaioli transennata e piena di gente a fare il defaticamento. Tutti insieme abbiamo recuperato il sacchetto finale con la medaglia. Ma vedere arrivare i miei compagni di viaggio, abbracciarli forte sotto il Duomo era già stata la più grande vittoria possibile. Ed allora abbinare, dopo la prima e dopo la seconda, anche la terza "medaglia" è davvero un grande orgoglio, ma MAI come quello di averle "conquistate" con questa squadra, la stessa immancabile e confermatissima, e soprattutto vincente,  "gruppo a dopo - sezione djten". GRAZIE RAGAZZI.

domenica 19 maggio 2019

'UNCELAFO

Campionato - 37^
PARMA - FIORENTINA = 1 - 0
GOAL: Gerson (Aut.)
LE PAGELLE
LAFONT 5,5
Non ha grandi responsabilità, ma ogni tanto una paratina, un miracoluccio potrebbe non essere sgradito. Oggi il Parma ha fatto quattro tiri in porta (più due curegge centrali) e lui non ha mai nemmeno fatto il tentativo di parata
MILENKOVIC 5
Si mangia un gol clamoroso ed un altro lo stoppa involontariamente. Sulla destra non spinge mai, in affanno nei passaggi
CECCHERINI 6
Tra i meno negativi
VITOR HUGO 6
Vedi Ceccherini
MIRALLAS 5,5
Si fa male calciando, un tiro a quattro km l'ora, la fotografia della sua stagione
BENASSI 6 +
Fa un gol salvando sulla linea un colpo di testa indirizzato in fondo alla rete
GERSON 6-
Meno osceno di altre volte in un ruolo diverso, ti-ti-ti-to senza mai qualcosa di importante ma non dannoso fino alla sfortunata deviazione
VERETOUT 5
Oggettivamente poco notato
BIRAGHI 5
Male nei cross, in chiusura poco da segnalare
CHIESA 5
Giornataccia, si accende solo una volta nel verso giusto e prende un quasi palo con l'aiuto di Sepe
SIMEONE 4 - -
Devo davvero commentare?
DABO 5 -
Non presentabile da esterno destro
MURIEL 5
Forse siamo riusciti nell'impresa di rovinare anche lui
VLAHOVIC SV
ALL. MONTELLA 5
Poco chiaro cosa c'incastri il cambio di Dabo, la squadra nella ripresa ha sfortuna ma colpevolmente si accontenta di un pari che poi svanisce. Nervosissimo sembra già essere stanco di tutto. Continua in una clamorosa striscia di sconfitte
IL MIGLIORE: BENASSI
IL Peggiore: SIMEONE
LA PARTITA
'UNCELAFO. 
A commentare sul serio questa partita.
Ad attaccarmi allo sculo (reale) del secondo tempo con i pali di Milenkovic, (quasi) Chiesa e il colpo di testa di Hugo stoppato dallo stesso Milenkovic.
A non pensare ai cattivi presagi che certe occasioni di fanno scattare in testa.
A dire che siamo stati solo sfortunati per l'autogol di Gerson, quando (anche) il Parma ha preso due pali e fatto praticamente un gol, annullato da Benassi. Un Parma che era in serie negativa quasi come la nostra e che oggi non aveva praticamente attaccanti e giocava con Sprocati, Barillà, Gazzola, Ceravolo, Stulac e per vincerla ha messo Scozzarella.
A pensare che qualcuno ha davvero pensato di fare tutto il campionato con il solo Simeone come centravanti.
A sentire Montella e non solo che parla (anche) di arbitri e di sfortuna.
A controllare i calendari di Empoli, Genoa, Bologna e poi a ruota Inter, Udinese e simili per pensare di salvarmi.
A non vedere la Viola salva in un campionato di una mediocrità allucinante.
A pensare che domenica per la sesta giornata consecutiva "ci basterà un punto".
A ricordare che in casa l'ultima volta s'è vinto prima degli auguri di Natale, che nelle ultime tredici giornate non s'è mai fatto i tre punti e che in un girone s'è vinto solo a Chievo e Ferrara.
A scoprire che domenica andrei più volentieri "all'Elba al mare di gennaio" che al Franchi.
A immaginare la prossima domenica che diventa uno spareggio vero e proprio per la B.
A ipotizzare la B e capire che "LA MINA VAGANTE STA VAGANDO PROPRIO QUA"
A vedere come questa società, dirigenza, squadra, tecnici ci hanno ridotto.
Magari 'un dovrei ma 'UNCELAFO.
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...almeno diranno che s'è lottato fino alla fine, come le migliori resistenze...anche se questa l'è una lotta per la sopravvivenza...siamo ancora ad imparare ad accendere il fuoco con la pietra focaia...comunicare con i suoni gutturali...occoboia volano dinosauri, moccoli e pterodattili..."

sabato 18 maggio 2019

Napoli ed i suoi colori

Passando le foto dalla memory card al pc, è come se avessi sentito la voce del Galga suggerirmi di mettermi alla ricerca degli scatti "giusti" per continuare a portare avanti la mia personale interpretazione della sua idea (marchio registrato - foto di viaggi)
Ed allora selezionando e scartando, ripensandoci e riscegliendo sono arrivato a definire la cinquina finale, "è ufficiale" direbbe qualcuno.
Vi lascio alle foto ma ci tengo a sottolineare che davvero "VALE LA PENA" prendere quel treno per Napoli (treno consigliabile rispetto alla macchina visto livello del traffico e comodità nel girare la città a piedi e con i mezzi). Dal Lungomare al Vomero, da Spaccanapoli ai Quartieri Spagnoli, dal Cristo Velato a Palazzo Reale, dalla Pizza alla Pizza Fritta, dal Caffè alla Zeppola, da Piazza Plebiscito a Castel Sant'Elmo. Ma non solo.  Davvero tante le cose da vedere ed assaporare, in base ai propri gusti ed alle proprie preferenze, consigliabile con la dovuta calma ed il dovuto tempo. Ma da fare. Con queste cinque foto provo a sintetizzare le mie personali preferenze di Napoli e dei suoi "colori".  
1 - Piazza Plebiscito....da Palazzo Reale
2 - Lungomare Caracciolo 
3 - Uno dei panorami da Castel Sant'Elmo
 
 4 - La Funicolare per il Vomero

5 - Il mio personale San Gregorio Armeno

venerdì 17 maggio 2019

Conteggi...con un certo stile...

Kiave di lettura n° 338

"Giornate invernali" in un periodo che, dice, dovrebbe invece essere primaverile. Ed allora si prova a dare un po' di luce a questi giorni, che restano invece tra nuvole e vento.
Dopo averci provato con "I MIEI QUINDICI MINUTI" settimanali dedicati ad un canale televisivo che non posso citare per motivi di fede (e dei quali soprattutto non posso confessare che sono sempre più apprezzati e tappa fissa), rafforzo il mio tentativo con un gran bel regalo che stamani ho trovato in rete ad attendermi.
Il marchio è sempre lo stesso. Riconoscibile e riconosciuto. Ed ottiene il solito risultato. Apprezzamento, sorriso soddisfatto e quel colore che questo inverno sembra invece aver nascosto ben bene.
Ed allora dopo il solito ma sempre ugualmente sentito "grandeAndrè" vi consiglio di buttarvi in un conteggio. Fino a dieci. Anche se per dirgli bravo ed essere orgogliosi di lui basta veramente molto meno, tanto che..... "Frugapani m’ha detto che è arrivato a contare fino a sei e dice che a quel punto pure i dottori si sono stupiti, si sono guardati tra loro, si sono tolti la cuffietta colorata in forma di rispetto e poi dice che sul suo sei ci hanno scritto degli articoli scientifici su internet" .
Ed allora, davvero buona lettura direttamente dal "Blogorilla Sapiens".

RACCONTO: "FINO A DIECI"
Io non ciò paura. Io devo pensare a una cosa bella. Io ciò il fastidio. Sono le punture che fanno il fastidio. Anzi è il fastidio di avere fastidio delle punture. E comunque la paura non c’entra niente. Frugapani dice che sei tu su un letto con le ruote e entri dentro a questa stanza operatoria, che hai addosso solo le mutande e poi ti fanno salire su un tavolo di acciaio, Frugapani dice che è pure freddo, e poi si avvicinano tutti i dottori e loro indossano le cuffiette con i disegni e i colori un po’ strani. Dice ci sono quelli con addosso le cuffiette dei Simpson, e altri con le cuffiette coi fiori. Poi ci stanno quelli con le cuffiette coi pescetti. Queste cose me le ha dette Frugapani e Frugapani dice pure che se le cuffiette non sono colorate i dottori non se le mettono. ...........

domenica 12 maggio 2019

Un tantino

Nei giorni scorsi ci aveva provato sky ad insinuare il dubbio con la matematica e la statistica qui di fianco. 
"0,01% di probabilità di retrocedere". Della serie "FIGURATI SE LA" Viola può rischiare davvero. Ed è subito automatico il pensiero a quel "ecometesbaji" dell'inviato romano che tanto siamo bravi anche noi a non smentire mai e che ci vede protagonisti nel realizzare ogni cosa a nostro Sfavore, che sulla carta sembra irrealizzabile. Tipo prendere il terzo gol da Calhanoglu da quando è in Italia, lui che ne avrà fatti si e no sette/otto in due stagioni. Aggiungendolo alla lista di Joao Pedro, Ceppitelli, Pinamonti, Ciofani, solo per fare pochi esempi e rimanere in questo campionato.
Della partita di ieri c'è pochissimo da dire. L'ennesima conferma che una volta che hai staccato la spina, riattaccarla non è nè automatico nè facile. Tantomeno per una squadra che non è mai stata fenomenale e che per di più da tempo ha perso qualsiasi voglia, riferimento e certezza. Così anche il Milan ha avuto strada spianata verso una vittoria, molto meno in dubbio dello 0-1 finale.
Dalle scorse domeniche continuo a dire che l'unico/ultimo punto che ci serve per far diventare matematica la nostra salvezza (a due giornate dal termine siamo ancora in bilico....poi uno non deve contestare) non è per niente scontato, ma che le uniche speranze semmai poteva darcele l'Empoli ed il suo obbligo di far filotto per venire a prenderci (ed anche la presenza di altre squadre nel mezzo più vicine all'Empoli di noi...).
Ecco, ora però visto il risultato dell'Empoli di oggi e la possibilità che il Genoa venga a giocarsi all'ultima giornata punti importanti proprio contro di noi mi fa pensare ad una citazione culturale di livello:
FEBBRE DA CAVALLO - Mandrake, Pomata e....i momenti finali....

venerdì 10 maggio 2019

Riparte il progetto...

Kiave di lettura n° 337
Mentre la Champions League questa settimana ha regalato "SOGNI DI ROCK 'N' ROLL SOGNANDO IL MEGLIO" e donando anche la speranza che prima o poi quello strano sport visto in TV martedì e mercoledì possa approdare anche da noi (leggi la mia personale opinione cliccando qui) e mentre la Premier League piazza quattro squadre tra le quattro finaliste europee (tra CL ed Europa League), anche a Firenze si muove qualcosa. 
Infatti in previsione del prossimo campionato o meglio del prossimo calciomercato, la mia Viola "non si vuol far trovare impreparata (....)". Così partono le prime piste (non si sa di cosa...), le prime ore decisive (che da buona tradizione si trasformeranno in giorni, settimane, mesi), le prime ipotesi di nuova squadra (ma anche righello, compasso...)
Ed allora che cosa c'è di meglio di un "takko ai' giro" per comprendere perfettamente le strategie in salsa viola?
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Bollins: è risbucato fuori anche Cinquini....ma Luna è sempre vivo?
K: ahah penso di si, ma Zerunian no?
Bollins: ci manca'che lui....
K: e la pacifica contestazione della signora Franca.... (NB: per chi non ha mai ascoltato la pacifica contestazione segnalo il link (clicca qui), ATTENZIONE contiene pacifiche espressioni fiorentine di contestazione)
Bollins: ahhaha, comunque Vittorio è riapparso...
K: appunto
Bollins: il Bati è sempre nei dintorni...Chiesa gioca ancora...Simeone si riporta nel suo vecchio ruolo come a pisa, Bigica c'è...Sottil idem...
K: peccato si sia mandato via Pioli....
Bollins: :-) ma c'è Montella...
K: Flachi dice porta da mangiare....
Bollins: Bati Chiesa Montella....davanti si brinda...in tribuna Cinquini Luna Antognoni....un po' meno...
K: : -) comunque Repka 'unpole, ce l'hanno arrestato per aver venduto l'auto alla moglie....
Bollins: iolaeee eccoci, ricompriamogli l'auto alla moglie....
K: Cois che sarà guarito?
Bollins: eh..su questo dubito fortemente...pare che siano diventati amici per la pelle con Gomez....
K: Adani invece dice marca a uomo Allegri..
Bollins: anche la figliola l'è da marcare a uomo...
K: tu dici la sia....allegra?
Bollins: : -) Adani se c'ha un figliolo si può fare un'altra coppia...siamo avanti sulla teoria del più vecchio che fa da chioccia al più giovane, noi siamo al babbo-figliolo...
K: : - ) ma Vakouftsis che ce l'avrà un figliolo?
Bollins: un vakouftissino?
K: tu dici tanto vale tenere Simeonejr?
Bollins: siebah....io ho anche rivalutato Dertycia....
K: senti icchè tu sei andato a ripescare....
Bollins: c'è anche da dire che il gioco avvolgente e ricco di spunti di ora l'ha parecchio aiutato eh...
K: infatti secondo me s'è stancato a furia di scattare dietro a tutti gli assist che gli sono arrivati..
Bollins: bah, un continuo...verticalizzazioni nemmen Zeman....
K: tu dici che l'è come se avesse fatto i gradoni?!?!
Bollins: sai quanti ce ne manderei sui gradoni?!? Che situazione...
K: guarda che 'unsiamo mica distanti dall'obiettivo societario.....
Bollins: quello di lottare con il Sassuolo?
K: appunto, in lotta tu sei....poi il prossimo anno riparte il progetto...
Bollins: edizione XVII
K: XVII.57 progetto familiare di padre in figlio..
Bollins: ma Baggino 'unfigliolo 'uncel'ha proprio eh?
K: ..di Baggio basta anche un nipote dai retta a me....
Bollins: in effetti anche Eddy Baggio unn'era male....

mercoledì 8 maggio 2019

Chissà...


Comunque lo sport nuovo che ho visto in tv queste ultime due sere è davvero spaziale: nuovissimo, divertente, affascinante, emozionante. Mah.... chissà se verrà esportato anche a Firenze... o al limite anche solo in Italia. Intanto, sana invidia per chi vede giocare questo sport da vicino...

venerdì 3 maggio 2019

Esame (ben) superato

Kiave di lettura n° 336
Il Katalogo cominciava a sentirsi abbandonato, senza più volumi da aggiungere allo scaffale della libreria, così ho deciso di dedicare la kiave di lettura di questa settimana a questo libro:
GIANLUCA MOROZZI HEMAN ZED - "Lo scrittore deve morire" - Guanda
Il "mittente romano" del pacchetto contenente questo libro, è un po' un'arma a doppio taglio per la scelta dei volumi da leggere:  ad occhi chiusi per la capacità di proporre novità e spunti riflessivi ma con il rischio di non avere sempre gusti allineati su autori e trama.
Quello che invece mi stupisce sempre è la sua gamma di conoscenze, di scrittori e di volumi, che sembra davvero infinita. Con questo quesito sull'esame da superare rispetto al doppio taglio e con questa sicurezza sulla conoscenza infinita del mittente, mi sono avvicinato alla lettura di "Lo scrittore deve morire", incuriosito anche dal titolo e dalla quarta di copertina che riassumeva la storia.
I protagonisti del libro sono, non è un errore o una ripetizione, i protagonisti di un libro nato per la "stravaganza è dir poco" di un editore che assembla "a freddo" due proposte di romanzo che arrivano sulla sua scrivania, entrambe da lui commissionate (e dimenticate) con la stessa identica trama definita "la storia del secolo". Dalle proprie e personali situazioni di difficoltà, i due scrittori non riescono a rifiutare le follie dell'editore relative all'idea di romanzo, al suo successivo nascere da un "copia e incolla casuale", ad un tour "TRA PALCO E REALTA'" che segue le città di una giornata calcistica particolare e che si realizzerà in posti davvero poco convenzionali (tanto per fare un esempio di percorso, si parte da un'elettrauto per arrivare ad un negozio di pompe funebri). Dall'iniziale punto di partenza difficile di Tanzi e Portali (i due autori) "...semplice paura: paura di non essere all'altezza di completare ciò che hai iniziato..." l'editore e la sua follia ci accompagnano nella realizzazione di un romanzo dalle caratteristiche letterarie evidenti "...se avete un minimo di cognizione letteraria penso sappiate che questo romanzo è imbarazzante...". Personaggi stravaganti "...Agatha con allunaggi e sovietici c'entra una fava. E questa la dice lunga sul tuo livello culturale..." dalle teorie altrettanto bizzarre "...un numero incredibile di svolte del destino, di eventi imprevedibili, di colpi di sfortuna, di colpi di fortuna, sono stati originati da un pompino..." accompagnano i due scrittori nel tour sconclusionato previsto dall'editore che ovviamente non manca di riservare sorprese, nuove conoscenze, p.r. improvvisati "..ho il dovere morale di assistere i miei ragazzi durante la presentazione, oltre il fatto che sono leggermente obnubilato dal vinello degustato quest'oggi. E tale condizione non ti sarebbe d'ausilio in questura. Accetta questo abbraccio fraterno e che la madonna t'accompagni..." e misteri "...l'ombra è un varco in sogno...". La scrittura è di quelle che accompagnano al meglio evoluzioni fantasiose e con il giusto mix tra eccessi ed ironia. La trama diventa familiare quando leggendo lo svilupparsi delle pagine ti abitui al meglio all'alternarsi delle voci narranti. Alcune parti diventano meno scorrevoli per un pizzico di ripetitività o di dejavù che arrivano in alcuni punti della storia o meglio nel susseguirsi delle tappe del tour promozionale, ma di fondo la capacità di tenere viva l'attenzione non viene mai meno. L'intrecciarsi del racconto e dei punti di vista portano ad un finale non scontato e soprattutto ad una lettura che non annoia ed incuriosisce, proprio come il titolo. Esame superato quindi, per gli autori per me nuovi e per il mittente romano (...ecometesbaji...).
BIGNAMI: al solito, il mittente romano non ha sbagliato ed ha proposto una novità davvero interessante, che mi sento di consigliare anche io. La mia personale valutazione è quattro stelle su cinque.

giovedì 25 aprile 2019

Ed anche l'ultima partita dell'anno...

Kiave di lettura n° 335

Coppa Italia - Semifinale ritorno
ATALANTA - FIORENTINA = 2 - 1
GOAL: MURIEL, ILICIC (R), GOMEZ
LE PAGELLE
LAFONT 5
Poco impegnato nel primo tempo, nella ripresa c'è su Pasalic ma compie un clamoroso errore sul gol
MILENKOVIC 6
Tiene botta e posizione
PEZZELLA 5,5
Non si fa schiacciare da Zapata, ma nella ripresa soffre l'ondata atalantina
CECCHERINI 5
Fallo da rigore e costante apprensione su Ilicic
MIRALLAS 5,5
Nervoso e molto impreciso, ce la mette tutta ma non basta
BENASSI 4,5
Alle solite, partita davvero trasparente; ad inizio ripresa spreca una grande occasione
VERETOUT 5,5
Nel coast to coast è bravissimo e un po' poco cattivo, nel resto della gara poco incisivo
GERSON 4
Perde la palla che porta il pareggio atalantino, sul resto sorvolo
BIRAGHI 5,5
Spinge un po' ma soprattutto prova a dar mano a Ceccherini, non riesce però a lasciare traccia positiva
CHIESA 6
Assist perfetto e costante corsa ad impensierire gli avversari. Molto più impreciso del solito
MURIEL 6,5
Cecchino perfetto alla prima occasione, trova anche un assist per Benassi
DABO 5,5
Entra ma soffre in mezzo al campo
SIMEONE SV
EDMILSON SV
ALL. MONTELLA 5,5
Partenza perfetta della gara viola, poi la squadra si sgonfia e non tiene l'onda avversaria
IL MIGLIORE: MURIEL
IL Peggiore: GERSON
LA PARTITA
Arrivata. Dopo averla attesa per un tempo incredibile è arrivata anche la gara di ritorno della semifinale di Coppa Italia. "I CAMPI IN APRILE" (ma anche in marzo e in febbraio) per la Viola hanno avuto poco da dire, essendo ormai fuori dai giochi che contano. Magicamente questa era la partita della stagione e si ricominciava a respirare l'aria di una partita con un "senso"
Mister Montella decide di affrontarla con il 3-5-2 ormai provato in questo periodo con Mirallas esterno e Gerson tra i tre centrocampisti. Nemmeno il tempo di stappare l'HB che Chiesa si gioca subito la giocata di qualità, palla in profondità per Muriel che parte perfettamente per un taglio splendido che lo porta solo davanti a Gollini: 0-1. La migliore partenza possibile e dopo nemmeno un altro minuto ancora Chiesa tocca di punta di sinistro e manda fuori di poco. L'Atalanta sembra capirci poco e ci lascia tanti spazi, uno clamoroso su una ripartenza di Veretout (nonostante per tutto il primo tempo per i commentatori "trattasi di Mirallas") che si fa tutto il campo da solo ma solo davanti al portiere si allarga troppo e trova proprio Gollini a dirgli no. Nemmen il tempo di dire "maikkècisiamomangiatiiolaeeeeeeee" che Gerson decide finalmente di farsi notare, palla persa a metà campo e ripartenza atalantina che finisce con un fallo di Ceccherini su Gomez. Rigore (pare che l'ultimo in Coppa Italia l'Atalanta lo avesse avuto una quindicina di anni fa....strano no?). E chi potrebbe batterlo se non Iliciccio? 1-1 e come dice Montella in panchina "la partita comincia ora". La partita sembra in realtà rallentare con entrambe le squadre impaurite del gol avversario. Una punizione di Muriel alle stelle imitato da Ilicic da fuori. E' poi l'Atalanta con due splendide azioni a provare ad andare avanti ma prima Gosens non trova la porta dopo un bel colpo di testa poi Ilicic dà la colpa ad una zolla per aver sprecato alto una splendida azione orchestrata dai neroazzurri. Finisce in parità il primo tempo.
Si riparte con un  inizio sprint molto simile al primo tempo. Muriel diventa assistman per Benassi che tira su Gollini da dentro l'area. L'Atalanta reagisce subito con un tiro potente di Gomez che Lafont respinge. Piano piano la squadra bergamasca prende campo con Ilicic praticamente imprendibile. Mirallas avrebbe un'occasione su respinta da calcio d'angolo ma sparacchia male. E' il 55esimo e da lì parte una serie di azioni e giocate di marchio atalantino. Zapata prima (deviata fuori da Milenkovic), Pasalic respinta da Lafont, un paio di cross e controcross che non trovano il tocco finale. E' nell'aria e Gomez lo rende reale con l'aiuto di un clamoroso errore di Lafont che non solo non trattiene ma smanaccia verso la propria porta. Mancherebbero venti minuti ma la partita è di fatto chiusa. Il tiraccio di Mirallas quasi quaranta minuti prima resta l'ultimo (quasi) pericolo nostro. Finita. Sigillata. Come la nostra stagione più o meno da gennaio. 2-1 e finale per l'Atalanta.
Da due mesi "ci stiamo preparando per la partita di Bergamo" mentre l'Atalanta ha continuato a giocare trovando il quarto posto ed una continua crescita. Noi ci siamo sempre più affievoliti nell'intensità e nella forza, tanto che anche stasera, nella partita dell'anno, abbiamo tenuto pallino e partita per i quindici minuti iniziali. Preso il gol del pari ci siamo spenti. Nella ripresa abbiamo anche cominciato ad imbarcare acqua fino a prendere il secondo gol e non abbiamo avuto neanche la forza di provare a rispondere. E' andata in finale la squadra che ha meritato e merita, peccato non abbia la maglia viola.
FORZA VIOLA...sempre...
"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...ci siamo preparati per la semifinale di coppa...del 2020...comunque meglio così, tanto 'untulavincevi...ora si spera ci sia un ripulisti generale, a partire dal Corvo..."