domenica 11 luglio 2021

Email sconvolgente

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 444
Alla periferia di Firenze da venerdì è in atto qualcosa che ha sconvolto per forma e sostanza. Allo stabilimento della GKN a Campi Bisenzio infatti si è fermato il mondo per un'email che i dipendenti hanno ricevuto in una "giornata di ferie imposta" dalla stessa proprietà. Una comunicazione che annunciava il licenziamento immediato e generale di 422 dipendenti e la chiusura altrettanto immediata dello stabilimento. 
Quando ho letto la notizia ho dovuto rileggerla più volte perché non riuscivo ad essere certo di aver capito bene. Convinto di aver perso un passaggio o qualcosa che in qualche modo fornisse degli elementi in più a questa storia irreale anche se purtroppo nemmeno nuova.
Mi sono immaginato alcune delle storie legate alle vite "travolte" da questa notizia. Ho immaginato un ipotetico Mario che staccando dal turno di notte torna a casa e magari prima di riposarsi un po' apre l'email e trova questo regalo. Ho pensato ad un'immaginaria Lucia magari al mare per il giorno di ferie che le hanno imposto che comincia a leggere nella chat di colleghi di notizie terribili su email arrivate che ancora lei non aveva controllato. Ho ipotizzato lo sconvolgimento di un Paolo qualsiasi che non era (come nessun altro) al corrente di niente ed in meno di un minuto ha visto sconvolto la sua vita, quella dei suoi figli e della sua famiglia. 
E tutto tristemente si concretizza quando dall'articolo sono a passato a leggere o vedere le prime interviste ai lavoratori che si sono riversati in fabbrica cercando di andare oltre la vigilanza che la proprietà aveva imposto a tutela degli spazi aziendali, che evidentemente non erano stati sufficientemente bravi a distruggere in modo virtuale. Nelle loro parole rabbia, paura, tristezza ed impotenza. Per il proprio lavoro, per il proprio futuro, per la convinzione "ANCHE STAVOLTA NESSUNO CHE CI ASCOLTA"Qualcuno invece ha sentito il loro grido di dolore e qualcosa si è mosso. Si sono mobilitati i sindacati, le istituzioni locali, la cittadinanza e le associazioni. Un presidio costante dal momento dell'arrivo di quella sconvolgente email si è "accampato" allo stabilimento della GKN per non far smobilitare e per cercare la luce di riflettori fondamentali per non passare nell'oblio comunicativo. Una forza necessaria ed un coraggio obbligatorio per quelle 422 vite sconvolte da quelle poche righe ricevute per posta elettronica. Non per questo meno apprezzabile e soprattutto da "abbandonare al proprio destino". Per questo mi sento di scrivere questo post e, nel piccolo di questo blog, rilanciare l'appello del sindaco di Campi Bisenzio (Emiliano Fossi) di mobilitarsi ognuno per quanto può e per il suo ruolo. Per lasciare acceso quel riflettore. Per denunciare lo schifo della vicenda. Per non permettere a 422 persone di sentirsi oltre che umiliate ed usate anche abbandonate. Per non girarsi sempre dall'altra parte quando succedono queste cose. Per fare tutto il possibile per non darla vinta a quello schifo di email.
Nel frattempo speriamo che qualcuno che ha la forza di intervenire lo faccia e che finalmente si possa far capire che oltre guadagni, investimenti e potere contano anche le vite. Quelle di chi in quella fabbrica ci sta 8 ore al giorno, quelle delle famiglie dei lavoratori, quelle che gli stessi programmavano contando su uno stipendio che fino all'arrivo di quella "busta" sul pc era certo. Ed a queste vite si deve rispetto. 
R I S P E T T O.

domenica 4 luglio 2021

Del perché non tifo Italia

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 443
Lo confesso, questo post sarà davvero poco interessante. E' uno di  quelli che ancora meno di altri possono catturare l'attenzione di chi per sbaglio o per volontà può passare di qui, ma mi andava di scriverlo. Mi è venuto spontaneo proprio in questi giorni di corsa all'inno di Mameli e di bandiere sui terrazzi
Ad i primi europei con sedi variabili l'Italia di Mancini sta dando grandi soddisfazioni ai propri tifosi, come poche volte era accaduto negli ultimi anni/decenni. Giocando un bel calcio e dando dimostrazione di essere squadra vera. Dall'inizio l'ho indicata come favorita, un po' per un cammino iniziale oggettivamente facile che poteva consolidare le proprie convinzioni un po' per l'oggettiva dimostrazione di quadratura. Con Turchia e Svizzera non c'è stata gara, con l'Austria ha oggettivamente sbandato nella ripresa e per pochi cm (quelli del gol annullato e del rigore non concesso per precedente fuorigioco sempre di spazi limitatissimi) non è andata sotto. Quelli che sanno di calcio dicono che è proprio quando potresti "cadere" e non lo fai che "VINCI CASOMAI I MONDIALI" o gli Europei. Ai quarti di finale dell'altra sera contro la prima avversaria "seria", la squadra di Donnarumma ed Insigne ha riacceso l'interruttore giusto ed ha dominato il Belgio e meritato la vittoria.
Entusiasmo, festeggiamenti, sogni, speranze, ambizioni. Ma su questo carro, mi spiace,  ma non riesco a salire. Ho letto nei giorni scorsi un articolo che ha suscitato molte polemiche. Massimo Fini ha infatti messo giù i motivi per i quali lui non tiferà per l'Italia agli Europei, principalmente riassumibili nella difficoltà di vedere Draghi ed il suo Governo prendersi il merito anche di questa eventuale vittoria. Ecco. Non c'entrano niente con i miei di motivi. 
Da sempre credo che la passione ed il tifo calcistico sia qualcosa che va oltre logica e/o razionalità. Mi sono innamorato del colore viola da piccolo e sono certo che è un amore che non potrà mai finire. Magari si attenuerà come ha fatto in alcuni momenti e come sta facendo adesso, ma non potrà mai sparire.
Sul fronte nazionale il percorso è stato ed è più complicato. Ho conosciuto il pallone per la prima volta durante i mondiali dell'82 con i gol di Paolo Rossi e con la classe di quell' "estemporaneo 9" (Antognoni) che chi mi stava "insegnando il calcio" mi continuava ad indicare come "quello più forte di tutti, il nostro grande Antonio". Ma negli anni in cui la passione si fortifica ed accende il gas (quattordici/sedici anni) a Firenze la nazionale è diventata qualcosa da guardare con occhio critico. Scorie dell'82 e dello scudetto rubato che ti sei sentito raccontare all'infinito che si sono sommate alla vicenda Baggio, alla partita in casa della finale Uefa giocata ad Avellino, Matarrese e le sue ritorsioni, la retrocessione in B con le spinte arbitrali, il fallimento e la C2, Tangentopoli, la qualificazione Champions svanita, la penalizzazione. Un mescolone riconosco. Roba forse "lontana" per molti, di "poco conto" per quasi tutti. Ma non per chi quelle cose le ha vissute sulla pelle negli anni in cui la passione ha deciso che strada prendere e quella somma di cose ha fatto sì che per la maglia azzurra non si accendesse. Anzi. In molti momenti, soprattutto durante gli anni della gestione di Marcello Lippi, il sentimento è stato esattamente l'opposto rispetto al tifo ed ai caroselli, tanto che nel 2006 credo di essere stato uno dei pochi a non essere uscito a clacsonare con la bandiera al finestrino, anche un po' incazzato che i francesi non avessero fatto il loro dovere come qualche anno prima a Mondiali ed Europei.
Il tempo è passato e la voglia di "tifare contro" è un po' scemata, annacquandosi un po' ma sicuramente non completando l' "inversione a U". Così in questi giorni di Europei guardo le partite, apprezzo la squadra e/o la  partita ma mi fermo lì. Come mi potrebbe piacere un'altra nazionale, come potrei guardare un campionato estero. Non riesco proprio a sentirla come "la mia squadra" e son sincero, nonostante la ritenga la migliore, tutto sommato se Spagna o Inghilterra/Danimarca facessero uno scherzetto a BobbyGol e soci non sarei così dispiaciuto, anzi. 
Fine del post poco interessante.

mercoledì 30 giugno 2021

Western da paradiso

Il K-libro di Giugno
qui il mio intero
Katalogo
JOE R. LANSDALE
"Paradise Sky"
Einaudi

Alla scoperta di qualcosa di diverso dalla mia "confort zone" fatta di romanzi italiani, dopo una segnalazione di prestigio, mi sono buttato in questa avventura fatta di western e sparatorie, killer e cavalli, vendette e distese da attraversare. 
Il libro inizia con un giovanissimo protagonista costretto a scappare per aver "SCELTO LA DONNA SBAGLIATA" da guardare in modo troppo prolungato. Questo, unito al colore della sua pelle "non ordinario" per il South Dakota dell'epoca, lo porterà ad una lunga fuga fatta di privazioni e complicazioni che iniziano con la propria casa distrutta ed il padre ucciso dal marito vendicativo.
Nel suo percorso si alterneranno incontri drammatici con altri invece che gli segneranno in positivo la vita, tra tutti quello di un pistolero maestro di vita da cui apprenderà praticamente tutto, anche il nome che per omaggiarlo si cambierà da Willie in Nat Love. Come in tutte le storie che si rispettino, gli alti ed i bassi della vita si alternano freneticamente. Il protagonista infatti passa da essere "mitizzato" come vincitore di una sfida tra pistoleri che lo consacra ad infallibile cecchino a dover fuggire in preda alle umiliazioni più clamorose. La vita lo mette di fronte più volte al dirupo più profondo da cui si sente attratto in modo sinistro, ma ogni volta il fascino e la sfida della ripartenza prevale. Sono donne, pistole ed amici ad accompagnarlo in una rincorsa del suo passato per aprirsi un futuro senza ombre.
Lo stile di scrittura di Lansdale è sconvolgente per quante cose racchiuda al proprio interno. Descrittivo, fotografico, surreale, accurato. Ti porta nei posti descrivendone i dettagli, ti avvicina ai personaggi facendoli "parlare" in modo colorito, ti cattura con immagini tanto accattivanti quanto originali. L'ambientazione western riporta a vecchi film ma viene colorata in modo moderno. Le pagine scorrono senza nessuna fatica per il lettore e la trama resta avvincente anche quando sembra in qualche modo ripresentare percorsi già letti. Un vero e proprio successo e soprattutto un libro davvero davvero consigliato.  

CINQUE CITAZIONI
1 - "...devo ammettere di aver provato una certa curiosità per il fatto che apparisse molto più attraente se vista da dietro, ma i miei erano pensieri senza malizia..."
2 - "...i bianchi hanno la memoria lunga anche per le fesserie, se a farle è stato un nero..."
3 - "...la sua mano era leggera come una falsa promessa e sottile come carta velina..."
4 - "...se le scelte sbagliate fossero state in vendita potevo dire tranquillamente di averne comprate una sporta intera..."
5 - "...era come se stesse cercando di accettare con gioia uno stronzo fingendo che fosse un diamante..."

Mia personale VALUTAZIONE: ****° - quattro stelle e mezzo su cinque

lunedì 28 giugno 2021

Per distacco

Il lato acido di questo blog
1 - "siamo tutti contro il razzismo ma si sono inginocchiati solo alcuni perché lasciamo libertà di scelta"
2 - "ognuno ha manifestato come ha preferito qualcuno si è inginocchiato e qualcuno ha applaudito"
3 - "dobbiamo fare una riunione per decidere insieme cosa fare ed avere una posizione unica"
4 - "non ci inginocchieremo, combatteremo il nazismo in altro modo"
5 - "abbiamo le nostre idee ma se gli altri si inginocchieranno valuteremo se farlo"
6 - "siamo contro l'iniziativa ma per rispetto degli avversari ci inginocchieremo anche noi"
7 - “non ci vogliamo schierare politicamente” - segnalazione Biondo

In una settimana FIGC e giocatore della nazionale battono gli autori di Crozza (e Ponzio Pilato - clicca qui) per distacco.

domenica 27 giugno 2021

Interferenza concordata

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 442

E' la parola Concordato che ha riempito la maggior parte delle notizie di prima pagina di questa ultima settimana. E' quello invocato dal Vaticano per chiedere al Parlamento di rivedere la legge Zan. Sinceramente ero lì che aspettavo la discesa in campo dei "carichi pesanti", contavo i minuti.
Erano intervenuti in diversi a provare a mettere i bastoni tra le ruote all'approvazione del disegno di legge. Il solito caranvanserraglio di menti illuminate che "SPUTANO TUTTE LE PROPRIE SENTENZE" senza né capo né coda.
La destra, ovviamente in prima fila. Ma non solo. A ruota è arrivata la pletora di persone che pur con idee vicine a quanto previsto nella proposta di legge si è sentita in obbligo di questionare e cavillare, sostanzialmente sul nulla: "troppo mmmm" e "troppo poco mmmm" sembrando l'impresario che scrittura Ceccherini in "I Laureati"
Ma mancava il tocco dell'artista finale. La ciliegina sulla torta. Ed eccola lì. La chiesa infatti, per mano di un comunicato che richiede la  revisione del decreto che metterebbe a rischio i diritti stabiliti dal Concordato, ha giocato il suo carico. E' intervenuta a gamba tesa ed ovviamente si è portata dietro tutti quelli che non aspettavano altro per ribadire la loro posizione contraria ergendosi a paladini di una giustizia concordataria di cui fino al giorno primo probabilmente ignoravano l'esistenza.
Ma c'è poco da fare. Quando si tratta di estensione di diritti e di tutele delle minoranze evidentemente qualcuno fraintende e ritiene che non poter dire ad un ragazzo "frocio di merda" (e magari aggiungere anche violenze fisiche oltre che verbali) sia una lesione della libertà. 
E' andata proprio così a Milano ieri, proprio nelle vicinanze della piazza dove si concludeva il Pride; vittima un ragazzo di dodici anni, ripeto dodici anni, che stava per partecipare alla manifestazione. Ecco. E' certo che, purtroppo, anche con l'approvazione della legge Zan gli eventi vergognosamente violenti di questo tipo non finiranno. Nessuno pensa il contrario. C'è però chi pensa che chi si macchia di tali indecenze debba essere adeguatamente punito per l'orrore che compie.
Non sono di questo avviso evidentemente gli uomini di chiesa che sono preoccupati di altro. Della libertà delle loro scuole private (finanziate dai soldi pubblici) di non attuare percorsi formativi/informativi contro gli scempi suddetti ma soprattutto dell'impossibilità di uomini di culto e non di dare libero sfogo alle proprie inclinazioni più bieche, dato che quanto previsto dalla legge non è ovviamente per niente in contrasto con la libertà di pensiero e/o di espressione. 
Vengono infatti previste pene più severe per chi istiga all'odio e chi fa propaganda di idee discriminanti e violente verso la comunità LGBTQuindi è lecito chiedersi il perché di questa interferenza della Chiesa. Il reale motivo per il quale è stato invocato il concordato. La vera preoccupazione che tanto terrorizza chi ha dovuto e voluto mettere questo ennesimo bastone tra le ruote di un carro che già fa fatica ad arrivare a destinazione.
Mentre noi ci chiediamo questo, forse il ragazzo dodicenne aggredito ieri si starà chiedendo che male avrebbe fatto una legge molto più severa nei confronti di quei delinquenti che lo hanno aggredito ed umiliato in quel modo schifoso. 

martedì 22 giugno 2021

In ginocchio

Il lato acido di questo blog

Gravina, presidente della FIGC, dichiara sostanzialmente "siamo da sempre contro il razzismo ma lasciamo libertà di scelta sulle iniziative di Black Lives Matter" e "....ognuno ha manifestato come ha preferito....qualcuno si è messo in ginocchio, qualcuno ha applaudito...." a chi gli chiedeva come mai non tutta la squadra si fosse inginocchiata.
Aldilà del fatto che se vuoi dare un segnale contro il razzismo, un'indicazione come federazione ai tuoi giocatori la puoi anche dare, lasciando magari poi liberi gli stessi di non seguirla (magari spiegando i motivi della non adesione). Ma superando questo, la cosa che mi vien da chiedere è un'altra. 
Non sei d'accordo e non ti inginocchi? Ok. Ma allora che c'incastra l'applauso!?!? Ora, sicuramente sarò io eh, ma se l'iniziativa per dare un segnale è far mettere in ginocchio i giocatori al calcio d'inizio, tu che sei calciatore in campo, se non la vuoi fare, perché applaudi? Della serie "bello eh come segnale...ma io che sono (esempio) il capitano della Nazionale applaudo e basta 'un vorrei mi si sbucciasse i'ginocchio...". Altro che Ponzio Pilato....

domenica 20 giugno 2021

Solo qua

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 441
Per noi tifosi viola la sensazione è sempre la stessa. Magari un po' supponente e certamente esagerata ma è quella. "Certe cose succedono solo a noi". Un pensiero che spesso accompagna diverse tifoserie ma che a Firenze ormai da tempo è diventato quasi un inno.
Dopo due anni di "transizione" (che ne seguivano un'altra serie infinita sotto la vecchia gestione) la nuova stagione doveva/dovrà essere quella di una nuova programmazione e di una sorta di svolta per la gestione Commisso.
Il primo anno tutto era stato fatto di corsa (in parte vero in parte la cosa ha coperto vari errori) ed il tutto era stato comunque coperto dall'affascinante arrivo di Ribery. Il secondo era un anomalo campionato che partiva con tempi strettissimi rispetto al precedente che aveva avuto un epilogo solo ad agosto (vedi covid e prima ondata) e l'idea di dare di nuovo fiducia a Beppe pur non essendone completamente convinti tutti aveva minato il tutto sin dall'inizio.
Quest'anno sembrava quello giusto per ripartire. Nuovo allenatore, cambio di buona parte della squadra ed una sorta di taglio del nastro di un nuovo ciclo. I timori di tempi lunghi che da sempre ci accompagnano sul mercato ("ore decisive per Longo" docet) facevano ipotizzare una scelta per guida tecnica e dirigenziale non immediata. Se per la parte dirigenziale i timori si sono concretizzati (Burdisso è arrivato dopo la scelta dell'allenatore, Pradè non si capisce se è stato demansionato, Antognoni è vicino ad un nuovo addio) per quelli riguardanti l'allenatore siamo incredibilmente partiti in anticipo ed abbiamo trovato "la quadra" addirittura prima degli altri. 
Indipendentemente dai gusti personali la scelta era di quelle che dava speranze. Personalmente ritenevo (e ritengo) che la svolta vera e propria poteva arrivare solo con due nomi (Sarri e Spalletti) ma la scelta di un tecnico comunque di una certa esperienza e con un nome "ambizioso" come quello di Gattuso lasciava sperare bene, pur tra i pro ed i contro. Certamente tra i contro quelli di un carattere non facile che anche in altre esperienze lo avevano in qualche modo segnato. In aggiunta uno stretto rapporto con il proprio procuratore, talmente forte da far influenzare spesso le campagne acquisti. E proprio su questo, prima ancora di cominciare, si è arenato il rapporto ed adesso "NE PARLANO SOLO CON GLI AVVOCATI"
Venti giorni dopo la scelta effettuata e dieci giorni prima dell'ufficializzazione della nuova stagione tutto è finito. Contratto annullato e da quelli che avevano scelto per primi siamo diventati gli ultimi della serie A. Si deve ripartire. 
Colpe? Bah. Facile e difficile da individuare. Normale che farsi prendere per il collo da un'agente per scelte, importi e tempistiche non è accettabile. Altrettanto normale che era ovvio a tutto il mondo che facendo quella scelta veniva preso il pacchetto nella sua interezza e che negli anni scorsi non è che proprio si sia stati "esenti" da commissioni per procuratori/agenti.
Sorge spontanea la domanda: ma prima di firmare il contratto e nei venti giorni successivi "di'chehannoparlato" se si son ritrovati così sorpresi all'improvviso?
La risposta non ce l'avremo mai perché già trapela una clausola tra le parti impostata sul silenzio. Ce ne faremo una ragione, ovvio. Ma è l'ennesima che ci dobbiamo fare e come dicevo all'inizio cominciamo a farci l'abitudine, commentando "l'è nova....tutte a noi....". Adesso riparte la ricerca dell'allenatore. I nomi son tanti, alcuni anche accasati e vien da chiedersi (visto che si vuole fare i super ligi alle normative ed ai contratti) quanto sia "corretto" andare a cercarne uno che ha appena rinnovato il suo contratto. Ripartiranno le voci e piano piano copriranno il contratto più velocemente rescisso dalle parti della storia. Un nuovo capitolo del libro "Solo Qua" che certamente non ha messo benzina in un serbatoio di passione che comincia davvero a scarseggiare, tristemente vicino alla "riserva".  

sabato 12 giugno 2021

Fazioni anche quando servirebbe altro

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 440 

Ormai sembra diventata una triste abitudine da "esportare" nei vari argomenti di attualità. E' diventata una costante infatti la classica analisi con relativo giudizio definitivo dei vari esperti di tutto lo scibile umano che arriva puntuale dopo circa quindici secondi da qualsiasi evento. 
Che si tratti di strumentazione tecnica come quella del sistema frenante della funivia o delle conseguenze di un vaccino piuttosto che di un altro, sembra che praticamente tutti abbiano conoscenze così ampie e profonde da poter giudicare senza il minimo rischio di errore. Gli esempi non sono purtroppo casuali ma indicano che la capacità di giudizio e la sicurezza dello stesso non si ferma neanche di fronte a lutti e/o tragedie.
E' drammaticamente di questi giorni infatti la notizia del decesso di una ragazza di appena diciotto anni, Camilla Canepa, che circa una quindicina di giorni fa si era vaccinata. Al momento i dati in possesso di tutti sono questi, correlazione tra vaccinazione ed il suo decesso sono da appurare e soprattutto da mettere in fila. Sono emerse infatti situazioni cliniche della ragazza che dovrebbero invitare tutti alla prudenza sulla situazione. "LA VOLTA CHE ERA SCRITTO" un qualsiasi giudizio o un uso strumentale dell'evento non doveva essere questa. Ed invece. 
Lo schieramento in fazioni è ovviamente partito. La suddivisione tra provax, novax, noFigliuolo, proFigliuolo, noAstraZeneca, proAstraZeneca e mille altre derivazioni si è subito mobilitata in una sorta di guerra di "cosiddette ragioni", che di ragioni purtroppo ne hanno ben poche. 
Certo qualcuno dovrà spiegare alcune cose, anzi diverse. 
Se la ragazza soffriva di malattie o aveva in corso delle cure per patologie particolari e non sono state adeguatamente valutate dovrà essere individuato il responsabile o i responsabili. Così come una riflessione generale andrà fatta su come certe/molte/quasi tutte le anamnesi sono state realizzate prima di far accedere gli utenti ai vaccini. Allo stesso modo chi ha gestito i sintomi di Camilla nei due ricoveri ospedalieri post vaccino dovrà essere valutato attentamente nel suo operato e nelle azioni che ne sono conseguite.
Più in generale salta agli occhi qualcosa di poco logico nella possibilità data ad una ragazza come Camilla di vaccinarsi proprio con quel tipo di vaccino. Che la somministrazione infatti del vaccino AstraZeneca fosse fortemente sconsigliato ad una certa categoria di persone sotto una certa età (donne sotto una soglia di 60/50/40 anni ancora l'età non si è ben capita) era noto ed allora anche in questo caso dovrà essere individuato bene chi si è assunto la responsabilità di aprire un open-day vaccinale generale proprio con AZ. 
Lo scrivo senza avere una posizione legata a nessuna delle fazioni che si stanno scatenando in questi giorni. Penso solo che proprio per dare risposta a Camilla, a chi le voleva bene ed a tutti noi sarebbe giusta un'analisi attenta di tutti gli elementi. Seria, precisa, circostanziata. E successivamente una risposta completa con i relativi provvedimenti. Sarebbe niente in confronto alla vita che purtroppo non c'è più ma anche per il suo ricordo ed in suo onore potrebbe rappresentare un piccolo segnale pur tragicamente tardivo. Il segno che i fatti son stati analizzati e si è trovato motivazioni e responsabilità. Cosa che sembra impossibile da realizzare, per questo ancora più necessaria.

sabato 5 giugno 2021

Oceano di sofferenza

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 439
Non esistono parole per un degno commento. La storia di Seid Visin è di quelle che non lasciano spazi all'immaginazione ma che fotografano perfettamente ed in modo crudo cosa sia la realtà in alcune situazioni. Quale siano le difficoltà dell'affrontare la vita in modo davvero umano o almeno provare a farlo quando si deve combattere contro la violenza becera e subdola.
Adottato da bambino da una coppia di Nocera Inferiore, Seid ha vissuto i suoi primi anni tra le coccole di una famiglia e di un'intera comunità che gli hanno dato la spinta verso il sogno di milioni di bambini/ragazzini: quello di giocare a calcio in una squadra importante. Poi qualcosa è cambiato. Nella lettera che ha scritto qualche mese fa viene spiegato come il clima intorno a lui si sia drammaticamente capovolto. Gli insulti, le umiliazioni, le prevaricazioni. "IL TUNNEL DEGLI ORRORI" di una parola che rimbomba anche solo a pensarla: razzismo. Intorno a lui non più la disponibilità all'inserimento di un bambino adottato ma l'odio verso qualcuno di considerato "diverso" per il colore della pelle. Tale e talmente forte da farlo sentire in obbligo di "prendere le distanze" nei confronti degli immigrati. Così feroce come stato d'animo da fargli sentire la necessità di metterlo per iscritto:
"...quando stavo con i miei amici, mi portava a fare battute di pessimo gusto sui neri e sugli immigrati. Addirittura con un'aria troneggiante affermavo che ero razzista verso i neri, come a voler sottolineare che io non ero uno di quelli, che io non ero un immigrato. L'unica cosa di troneggiante però, l'unica cosa comprensibile nel mio modo di fare era la paura. La paura per l'odio che vedevo negli occhi della gente verso gli immigrati, la paura per il disprezzo che sentivo nella bocca della gente, persino dai miei parenti che invocavano costantemente con malinconia Mussolini e chiamavano 'Capitano Salvini'. La delusione nel vedere alcuni amici (non so se posso più definirli tali) che quando mi vedono intonano all'unisono il coro 'Casa Pound'..."
Nella stessa lettera Seid non invoca commiserazione o pena ma vuole lasciare una traccia. Vuole aprire il sipario su un dramma che purtroppo non è una rappresentazione teatrale ma una tragica realtà, quello che lui stesso definisce perfettamente e tragicamente come un "oceano di sofferenza che stanno vivendo quelle persone dalla spiccata e dalla vigorosa dignità, che preferiscono morire anziché condurre un'esistenza nella miseria e nell'inferno...persone che rischiano la vita, e tanti l'hanno già persa, solo per annusare, per assaporare, per assaggiare il sapore di quella che noi chiamiamo semplicemente Vita".
Leggere oggi quelle parole e sapere che vengono dalla penna di quella stessa persona che ha deciso di togliersi la vita, stanco di sopportare sguardi scettici, gesti prevenuti e parole violente ed offensive strazia il cuore. Lascia sbigottiti. Rende attoniti in cerca di un po' d'aria fresca che tristemente sembra non poter arrivare. Seid e quell' "oceano di sofferenza" che lui stesso definisce il mondo degli immigrati vittime di soprusi e di ingiustizie sono una colpa clamorosa che in qualche modo abbiamo tutti. Colpevoli di non accorgerci davvero di cosa sta accadendo, di non impedire quell'emarginazione razzista che rende incapaci di andare avanti, di essere impegnati in altre priorità vuote che niente sono al riguardo. Insieme a tutti noi però "qualche colpa" ce l'ha anche chi sul fuoco di questa tragedia ha continuato e continua a soffiare e buttare benzina sopra. Qualcuno che per mestiere dovrebbe gestire la situazione e trovare soluzioni nell'interesse di essere umani come Seid. Già, perché se qualcuno se ne fosse scordato, di quello si tratta. Di essere umani

lunedì 31 maggio 2021

La filosofia di una vacanza

Il K-libro di Maggio
qui il mio intero
Katalogo
FEDERICA BRUNINI
"Due sirene in un bicchiere"
Feltrinelli

Ambientato in una splendida isola del Mediterraneo, il libro sviluppa la sua storia o meglio le sue storie in un bed&breakfast molto particolare che diventa paesaggio delle trame dei vari protagonisti. Per accedere alle speciali camere di Tamara e Dana serve non una prenotazione ma una particolare richiesta che viene vagliata dalle stesse proprietarie. Le storie dei clienti con la direzione particolare delle gestrici del b&b si intrecciano in racconti dai colori splendenti del mare e dalla luce del sole dell'isola. "UN CONTO E' VOLERE VEDERE LE STELLE" da un posto panoramico ed un conto è vivere la storia e la magia del posto dove ti trovi in vacanza. Sia Tamara che Dana, pur con i loro caratteri diversi quasi opposti, cercano di far passare questo messaggio ai loro ospiti. Ma non solo. Con un programma specifico di "educazione" e "formazione" dei propri clienti le proprietarie cercano di fargli vivere la settimana di vacanza come un'esperienza indimenticabile e rigenerante. Le caratteristiche degli avventori sono di varia natura e permettono all'autrice di spaziare in vari campi e creare con gli stessi una sorta di cinque mini racconti.
Nonostante il numero elevato di protagonisti la trama del libro si mantiene sempre snella e facile da seguire. Ogni pagina scorre fluida e si fa leggere con interesse. La versione filosofica di Tamara e Dana intente a dare forza e motivazione ai clienti non è mai eccessiva e non travalica mai il reale volere dei cinque protagonisti. Qualche riflesso rosa che non guasta e gli splendidi paesaggi isolani danno quel qualcosa in più.
Le trame delle diverse storie non sono ovviamente "da fiato sospeso" ma riescono a creare la giusta attesa ed attenzione e forniscono il giusto livello di mescolamento. Libro che consiglio per una lettura leggera ma con alcuni riferimenti “filosofici” importanti ed interessanti riflessioni.

CINQUE CITAZIONI
1 - "...il momento in cui avviene è il momento giusto..."
2 - "...il mare restituisce sempre tutto, soprattutto i ricordi..."
3 - "...dopo una certa età i segreti sono l'unica verità che abbiamo..."
4 - "...si guarisce quando non ti ricordi più come ti sei fatta male..."
5 - "...così accade ai sogni quando non si realizzano, si mischiano con la realtà si trasformano, seminano segnali di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato..."

Mia personale valutazione: **** - quattro stelle su cinque

domenica 30 maggio 2021

Nessuna scusa possibile

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 438

Un evento che ha lasciato tutti senza fiato. Una funivia che improvvisamente interrompe la sua attività e tragicamente trasforma un viaggio in una tragedia. Un clamoroso e drammatico incidente che ha trasformato il tratto Stresa-Mottarone in un luogo di lacrime e purtroppo vittime.
Una sorta di trama da film thriller dove risalta il dramma di una storia incredibile ed il romanticismo di un gesto epico. Quattordici vite interrotte ed una clamorosamente segnata ed incredibilmente salvata. Parlo della vicenda del piccolo Eitan, miracolosamente vivo grazie all'ultimo abbraccio del padre che "VISSE COMUNQUE MORENDO", riuscendo nell'impresa di salvare il suo amore più prezioso.
Questa storia ha ovviamente toccato i cuori di tutti. Per le intere famiglie che sono state "tragicamente" annientate dalla vicenda. Per la modalità con cui l'incidente è accaduto. Per il coinvolgimento di bambini. Per il numero di persone che nella prima domenica di "libertà" dopo il lockdown hanno visto la loro vita finire. 
Ma sono stati i giorni successivi che hanno messo su una ferita già pulsante chili di sale. Le motivazioni della tragedia sono apparse da subito legate più ad una "mancanza umana" che non ad una tragica fatalità. Sono ovviamente in corso le indagini e stabilire adesso i responsabili ed il loro grado di colpevolezza sarebbe sbagliato. Però emergono già elementi. Sconvolgenti.
Il capo servizio dell'impianto ha confessato infatti di aver messo il blocco del freno ma evidenziando che le anomalie non erano legate alla fune. Il direttore ed il gestore dell'esercizio negano di esserne stati a conoscenza. La procura indaga sulle dichiarazioni dello stesso capo servizio che invece conferma di aver concordato con i suoi responsabili la disattivazione del sistema di emergenza. Motivazioni? I problemi economici che sarebbero scaturiti dal fermo per la manutenzione necessaria e la relativa analisi della situazione susseguente. 
In queste indagini credo anzi temo che ne sentiremo tante di versioni. Di scuse. Di tentativi di sottrarsi alle proprie responsabilità. E sarà invece fondamentale "non abboccare" e mantenere viva l'attenzione ed accesi i riflettori dell'interesse per la vicenda. Non deve e non può diventare una delle tante storie dove colpevoli e condanne sembrano non arrivare mai e quando arrivano è troppo tardi. Ci sono 14 vite interrotte ed infinite esistenze che saranno per sempre segnate da quella fune staccata. Per il loro rispetto, non può essere minimamente modificata l'esigenza primaria: verità e giustizia. Rispetto a questo, nessuna scusa è possibile.
Non cambierà la tristezza e la tragedia ma almeno non se ne aggiungerà una ulteriore: l'ingiustizia di non avere una risposta.

lunedì 24 maggio 2021

domenica 23 maggio 2021

Giuste deroghe

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 437
Scrivevo qualche settimana fa (clicca qui per leggere il post) che se c'è qualcosa che chi gestisce e dirige il calcio in Italia può sbagliare sicuramente riuscirà nell'intento di farlo anche in modo clamoroso. Una sorta di innata capacità di prendere la strada sbagliata, nel modo e nei tempi errati.
Così anche in questi giorni, la Lega Serie A non ha perso l'occasione e si è ben issata "SEMPRE LI' LI' NEL MEZZO" a quel percorso netto di decisioni senza senso. Anzi con il senso di far perdere quella passione e quell'interesse che è la benzina di un qualsiasi sport. A maggior ragione in un periodo di "distanze fisiche" obbligate.
Parlo della scelta o meglio della conferma del termine di una deroga. Detta così sembra anche una cosa che rispetta norme e regole, quindi da applaudire. Ogni deroga infatti va "oltre" quelle che sono previsioni e regolamenti, ed anche in questo caso lo era.
Da due anni infatti, la Fiorentina era in deroga per la regola della fascia del capitano. A molti nel pensare ad un regolamento per una cosa del genere sembrerà di leggere una barzelletta ma non è così. In uno sport allo sbando come il calcio italiano, la Lega Serie A ha avuto negli anni scorsi uno slancio di "ordine e disciplina" prevedendo una norma (già attiva in altri campionati) che impone la stessa fascia di capitano a tutte le squadre. Il senso? Evitare sponsorizzazione/scritte particolari/abusi di vario tipo. Si potrà obiettare che sarebbe bastato vietare quelle che vanno contro a queste indicazioni e che mentre si regola la fascia di capitano tutto il resto pare "un porto di mare" o "un circo" dove si vende sponsorizzazioni anche per le borracce o non si mantiene un'equità nemmeno nel prendere in considerazione tutti i partecipanti. Ma andiamo oltre.
In questo biennio alla squadra viola era stata concessa questa deroga per ricordare Davide Astori, capitano di trentuno anni che il 4 marzo di tre anni fa è morto nell'albergo del ritiro pre-gara la notte prima di una partita contro l'Udinese. Fascia raffigurante i quattro quartieri storici di Firenze che indossava lo stesso Davide e che è stata "integrata" dalla scritta "DA13" in memoria dello stesso capitano. La storia di Astori ha colpito una famiglia, una squadra, una città, un mondo (calcistico). Ed è stato naturale per tutti definirlo "capitano per sempre". Non per due anni.
La Lega Serie A aveva concesso la deroga affiancando alla stessa l'immutato cordoglio e ricordo per la vicenda di Davide. Ma evidentemente era a tempo. La deroga. Ma anche il cordoglio ed il ricordo. E così è stata già annunciatala rigida interpretazione del regolamento dal prossimo anno e l'imposizione della "fascia unica" anche per la Fiorentina.
Ed allora adesso la palla è in mano proprio alla società viola. A cui mi sento di fare due proposte. La prima, banale, pagare la multa che arriverà e prevedere la fascia anche il prossimo anno per il nuovo capitano. La seconda prevedere sulla prossima maglia viola una piccola toppa ben visibile sulla manica sinistra con la scritta "capitano per sempre - DA13". Entrambe per dimostrare alla Lega Serie A che a volte le deroghe sono giuste e che quando ricordi/vuoi ricordare qualcuno per sempre non ti basta un biennio. 

lunedì 17 maggio 2021

sabato 15 maggio 2021

Infinita tragedia

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 436

Passano anni. Direi decenni. Cambiano (ma davvero cambiano?) politiche e politici. Arrivano, si accentuano, rallentano pandemie. Ma sembra che ci sia qualcosa, anzi più di qualcosa, che resta immutabilmente tragico.
Si alternano periodi di crisi forse meno intensa con periodi in cui i contrasti sfociano in conflitti. Anzi, chiamiamoli con il proprio nome: guerra. Quella che da un tempo infinito è in essere tra Israele e Palestina. Bombardamenti, morti, distruzioni.
Ragioni e posizioni che ormai si sono talmente incancrenite da non riuscire ad essere distinte e distaccate dai soprusi e dagli errori. Una situazione talmente intricata e ormai indefinita che anche solo il numero delle vittime è complicato da stabilire o anche solo da valutare. Civili, bambini, donne. Ormai anche le cosiddette categorie "da tutelare" fanno parte integrante del mattatoio a cielo aperto che quelle zone sono tornate ad essere.
"IL MIO NOME E' MAI PIU'" non è mai stata una frase "di moda" nella striscia di Gaza e comunque tra Palestina ed Israele. Come in un drammatico loop a comandare nel vocabolario della zona sono i termini suddetti intrisi di sangue.
Quello che nel frattempo invece è cambiato è il posizionamento di alcune rappresentanze politiche. Guardando ieri sera Propaganda Live ho sentito analizzata da Zoro una particolare foto apparsa nei giorni scorsi dove su un palco di Roma si sono radunate praticamente tutte le forze politiche per solidarizzare con il popolo israeliano. La cosa che lasciava perplesso Diego Bianchi era la stessa che aveva suscitato in me identico stupore: la presenza di un alleato di Casapound (Salvini) alla manifestazione pro-Israele nel ghetto di Roma a braccetto del leader del principale partito di (area almeno) sinistra (Letta).
Come in parte anticipato sopra, le motivazioni e tutte le varie ragioni sono troppo complicate e numerose da essere analizzate con precisione ed accuratezza in un singolo post e soprattutto da parte mia che non ho certamente le conoscenze dovute. Quel che invece posso e voglio esprimere è lo stupore rispetto a quella foto che mette insieme Tajani, Letta, Salvini, Boschi e rappresentanti di M5S. Tutti in prima fila dalla parte di Israele che nel frattempo ha oggi fatto saltare in aria il palazzo dei media....ma aveva avvisato prima.
Ecco in questa costante guerra infinita, questo schieramento pro Israele che mette mano nella mano un alleato di Casapound con il segretario del Pd è una novità e mi ha oggettivamente sorpreso. Nonostante ormai la politica italiana non mi sorprenda più per nulla. Non si finisce mai di imparare evidentemente.

mercoledì 12 maggio 2021

Commento teNNico

Campionato - 36^
CAGLIARI - FIORENTINA = 0 - 0
GOAL: ---- (senza tirare l'è dura)

LA PARTITA
Unico commento possibile per la "MERDA INTORNO" a questa partita.
Degna o meglio vergognosa "conclusione" di una stagione che dire da vergogna è dire poco.
Ora però tirare una bella riga (come dice sempre Lapo...) e ripartire. Ma per davvero.

FORZA VIOLA...sempre...

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...pensavo tu facessi le pagelle con tutti S.V. * ....e comunque ora il Benevento vince a Bergamo e torna decisiva la partita di Crotone..."

* si in effetti ho dimenticato LE PAGELLE
Dragowski SV
Caceres SV
Milenkovic SV
Pezzella SV
Igor SV
Biraghi SV
Amrabat SV
Pulgar SV
Bonaventura SV
Kouamè SV
Vlahovic 7
Terracciano SV
Venuti SV
Callejon SV
Castrovilli SV
All. Iachini SV

SV --> SENZA VERGOGNA

domenica 9 maggio 2021

Quanto manchi Robertino

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 435

Quando si dice la lungimiranza. Se c'era una cosa che la barzelletta della Super Lega aveva evidenziato era la sostanziale presa di posizione ad unanimità degli amanti del pallone. Le scelte di campionati a partecipazione limitata a "squadre elette" per un palmares particolare o un conto in banca ingente erano state talmente poco digerite dai tifosi da portare a mobilitazioni importanti.
E che decidono le alte sfere del calcio italiano? Pensano bene di prevedere una Coppa Italia che va esattamente nella direzione opposta del voler popolare e che, nel piccolo, imita la Super Lega. Accesso limitato alle sole squadre di serie A e di serie B. 
Ora, già la Coppa Italia è sostanzialmente schifata da quasi tutti i club ed in parte anche da una buona parte delle tifoserie. In particolare da quelle dei club più altolocati ma anche in generale di quelle che si vedono programmate partite alle 15 di giorni feriali. Per dargli un po' più d'interesse la rivisitazione della formula era anche auspicabile. E non si doveva guardare nemmeno troppo lontano per studiarne una attraente. In Inghilterra da sempre la formula della coppa nazionale funziona. La FA Cup da sempre si ammanta di un fascino speciale che mischia storie e romanticismo. Fonda questa specialità e questa attrattività sulla possibilità di partecipazione di squadre di varie categorie che si sfidano, programmando incontri che vedono le big della Premier League andare su campi di dilettanti o di squadre di serie improbabili rendendo la coppa attraente ed il successo obiettivo reale di club dalle ambizioni importanti. E che vedono bene di fare le nostre menti organizzatrici? Di riformulare una coppa già dall'appeal al minimo sindacale nella direzione esattamente opposta. Formula pensata da chi (giustamente) ha alzato la voce contro l'idea di fondo del campionato delle squadre più ricche e che ora.....fa la stessa cosa.
In questi giorni, accanto a questa speciale notizia, sui giornali sportivi e non solo si poteva trovare un'intervista a quello che è stato il miglior calciatore italiano dell'ultimo trentennio. Colui che "PER OGNI ORA PASSATA IN CAMPO" ha regalato poesia e fascino, il miglior dieci che abbia mai visto giocare in maglia viola: Roberto Baggio. Nelle sue parole semplici ma piene di significato sono emerse delle caratteristiche ed un amore speciale per quel pallone dal quale si è distaccato perché in quello attuale fondamentalmente non si riconosce. Nelle sue risposte ha spaziato dai suoi attuali interessi al momento in cui è stato costretto a ritirarsi, dalle vicende fiorentine ai suoi allenatori, dal calcio di oggi al fascino del pallone di ieri. Leggendo questa intervista ho riacceso ricordi di un calcio che fu e che proprio come lui non ritrovo più neanche minimamente.
A differenza sua continuo a seguirlo, a farmi il fegato amaro per le sconfitte (perché gioire per le vittorie son eventi che da molto rari stanno diventando sostanzialmente inesistenti) ma quel trasporto di allora non c'è più. Sicuramente l'età. Ma anche la mancanza di poesia pura che Baggino portava in quantità industriale e che adesso è sostituita da tentativi cervellotici di riorganizzazione di coppe e campionati e da un interesse quasi esclusivo su tutto meno che sul campo. Diritti televisivi, stadi di proprietà, centri sportivi. Ed intanto i tunnel/tocchi/gol/giocate di Roby restano solo ricordi e magie da rispolverare solo su youtubeQuanto manchi Robertino.

sabato 8 maggio 2021

L'era l'ora

La mia Viola
Campionato - 35^
FIORENTINA - LAZIO = 2 - 0
GOAL: VLAHOVIC, VLAHOVIC

LA PARTITA
Sabato sera decisivo per le ambizioni "laziesi" e le nostre speranze. Alla ricerca disperata di quei tre punti che probabilmente potrebbero essere decisivi nella rincorsa alla salvezza. Sostanzialmente confermata la squadra che è riuscita nell'impresa di far fare tre gol a Palacio (clicca qui). Difesa a cinque, centrocampo a tre (con il solo cambio di Castrovilli al posto di Amrabat), Ribery a vagare per il campo in cerca di ispirazione e davanti possiamo "SEMPRE COMUNQUE CONTARE" sulla ricerca del ventesimo centro in campionato di Dusan. Anzi, resta la nostra unica concreta speranza per portare a casa qualcosa. 

Primo tempo
  • Subito un cross pericoloso a cercare Immobile, buono l'intervento di Pezzella
  • Bel cross di Ribery ma Bonaventura è solo di un passo in ritardo
  • Al decimo Correa chiude una grande azione delle quaglie e chiama Dragowski ad un miracolo
  • Vlahovic non sfrutta un clamoroso sbaglio di Radu e spreca l'ultimo passaggio
  • Varie imbucate per Immobile ci mettono in apprensione e ci fanno rivedere Bologna ma prima il fuorigioco con palo poi la chiusura di Milenkovic ci salvano
  • Mentre la Lazio sembra prendere campo, buona ripartenza di Castrovilli per l'imbucata di Biraghi che trova un assist al bacio per il ventesimo gol di Vlahovic 1 - 0
  • Nuovo miracolo di Dragowski su colpo di testa di MilinkovicSavic che però forse era in fuorigioco
  • Ancora Dragowski si supera su Immobile ma come prima arriva la segnalazione del fuorigioco dopo il miracolo
  • Bella azione di Ribery che appoggia a Pulgar al limite che tira (con deviazione) non lontano dal palo
Secondo tempo
  • Secondo tempo spezzettato dai tanti falli e da molta imprecisione
  • Bella punizione di Biraghi per Pezzella che colpisce bene ma fuori
  • Bella giocata di Castrovilli che trova Vlahovic , il tiro è bello ma troppo su Reina
  • A venti dalla fine Amrabat per Bonaventura
  • Teniamo bene il campo e soffriamo poco il forcing della Lazio
  • Ad un minuto dalla fine grande stacco di Dusan che su un angolo di Pulgar preciso colpisce di nuovo e trova il ventunesimo gol del suo campionato 2 - 0
  • Lazio che ormai fa solo falli e resta anche in dieci
Kommento
L'era l'ora. Partita finalmente da squadra che doveva tirare fuori tutto e l'ha fatto. Abbiamo sofferto per buona parte del primo tempo le imbucate per Immobile ma i centimetri del fuorigioco e un ottimo Dragowski hanno annullato rischi e paure. Dusan ha fatto il resto concretizzando al massimo le occasioni che gli sono capitate. Due gol ed il totale fa ventuno. Ripeto 21. Ed in più una crescita stratosferica nella gestione del pallone durante la partita. La squadra finalmente oggi ha accusato poche amnesie e soprattutto ha dato l'impressione comunque di esserci per tutta la durata della gara. Non c'è ancora la matematica, ma la salvezza pare essere arrivata. Adesso sul portiere e sul centravanti costruiamo una squadra nuova con un mister nuovo ed un d.s. nuovo e vediamo se finalmente il prossimo anno si può evitare di vedere scempi come quelli che si vedono da troppi anni.
FORZA VIOLA...sempre... 

LE PAGELLE
Dragowski 7,5
Venuti 6 
Milenkovic 6 +
Pezzella 6,5
Caceres 6,5
Biraghi 6,5
Castrovilli 7 
Pulgar 7
Bonaventura 6
Ribery 6,5
Vlahovic 8
Amrabat 6
Kouamé SV
Martinez Quarta SV
All. Iachini 7
IL MIGLIORE: VLAHOVIC
Il peggiore: Bonaventura

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...20...e poi 21....sempre difeso anche quando era ancora al Partizan....pensa che va via e che vu volevate Belotti...comunque domani vince il Benevento e fino all'ultimo 'unnè finita, ci si salverà a 45 la salvezza più alta della storia...."

domenica 2 maggio 2021

Buttata via

La mia Viola
Campionato - 34^
BOLOGNA - FIORENTINA = 3 - 3
GOAL: VLAHOVIC (R), PalacioBONAVENTURA, Palacio, VLAHOVIC, Palacio

LA PARTITA
Derby dell'Appennino che vede un Bologna quasi salvo a cui manca solo la matematica, raggiungibile con una vittoria. Domenica di nuovo importante invece per noi, per tentare di mettere distanza con le ultime tre posizioni che pur lontane sono comunque temibilmente ancora "a portata" di raggiungimento, quindi "IL FUTURO E' FUORI GARANZIA". Si parte con la formazione annunciata con Venuti e Biraghi sulle fasce e Bonaventura in mezzo al campo. Difesa e punta-sottopunta confermati. Si parte.

Primo tempo
  • Dopo pochi minuti ripartenza di Barrow per Palacio ben contrastato prima dell'arrivo nella parte pericolosa
  • Un paio di cross non male di Biraghi, su tre tentativi: è RECORD
  • Tiro forte di Pulgar "parato" da Soumaro. Rigore netto e Vlahovic di potenza trova l'angolino 0 - 1 
  • Bel taglio di Orsolini che tocca prima di finire la corsa e crollare su Dragowski
  • Bella punizione di Biraghi per Pezzella che spara alto di testa dopo un buon inserimento
  • Taglio di Vignato, dormita dei centrali ma soprattutto di Venuti e gol di Palacio 1 - 1
  • Ancora Vignato splendida palla in profondità per Barrow che brucia tutti ma Dragowski stavolta esce bene e respinge
  • Di nuovo imbucata centrale Barrow per Soriano che solo davanti a Dragowski non aggancia
  • Bella giocata di Bonaventura che dopo una respinta, dal limite, stoppa e tira al volo, alto non di troppo 
Secondo tempo
  • Palacio crossa per Vignato che arriva un po' in ritardo con il tocco vincente grazie anche ad una trattenuta sospetta di Venuti
  • Dopo venti minuti di niente e sofferenza in possesso palla Venuti crossa da lontanissimo sul secondo palo dove Bonaventura si inserisce bene e trova il tocco giusto 1 - 2
  • Igor per Biraghi è il primo cambio della gara poco prima del settantesimo
  • Bella giocata di Vignato che crossa bene per Palacio che anticipa Pezzella e trova la doppietta. Non segnava da settembre, non oso pensare da quando non facesse una doppietta 2 - 2
  • Angolo viola stranamente bello teso in area, Skorupski a vuoto dopo essere stato impallato Vlahovic c'è e trova il gol del 2 - 3
  • Mi vien da chiedere "ma Palacio l'ha mai fatta tripletta?"
  • A cinque minuti dalla fine di nuovo imbucata di Vignato per Palacio che risponde alla mia precedente domanda: 3 - 3 
  • Contropiede lanciato con Vlahovic che porta palla e non serve Kouamè che gli corre accanto ma prova da fuori colpendo Danilo in piena faccia
  • Finisce 3 - 3
Kommento
Un'occasione clamorosa buttata nel cesso. Avevamo trovato tre gol (un rigore ingenuo, un bell'inserimento con una dormita della difesa e del portiere avversario, una dormita clamorosa con portiere impallato da un proprio difensore) che ci avevano portato avanti, tre volte tre. Ma li abbiamo restituiti con tre imbucate clamorose di Vignato per un trentanovenne che non segnava (un gol) da sette mesi, ed altre azioni simili non si sono concretizzate per un niente. Abbiamo due difensori in palese "bambola" da settimane forse mesi e teniamo in panchina Martinez Quarta che ha sbagliato due partite e quindi non proponibile. Non abbiamo gioco ma ormai non fa nemmeno notizia e soprattutto ad uno che fa diciannove gol in serie a vent'anni non serviamo un pallone giocabile che sia uno da non so quante domeniche. Buttiamo via l'ennesima occasione per tirarci fuori definitivamente da una ridicola corsa salvezza, ma evidentemente non siamo meno ridicoli noi. Passata un'altra domenica, guadagnato un altro punto ma la sensazione è quella di aver buttato davvero un'occasione. Speriamo (visto il prossimo calendario) non unica.
FORZA VIOLA...sempre...

LE PAGELLE
Dragowski 6 +
Venuti 6 -
Milenkovic 4,5
Pezzella 4,5
Caceres 5
Biraghi 5,5
Amrabat 6 - -
Pulgar 6
Bonaventura 6,5
Ribery 5
Vlahovic 7,5
Igor 5
Kouamè SV
Castrovilli SV
All. Iachini 5,5
IL MIGLIORE: VLAHOVIC
Il peggiore: Pezzella

"TAKKO AI' GIRO" - Spazio tecnico Bollins gestito
"...Cagliari perde noi si vince a Bologna siamo salvi praticamente...e prima o poi segnerà anche Biraghi...che fatica mamma mia, ci voleva un'altra contestazione....tre volte davanti e tre volte riusciti a rovinalla.....iolaeee...t'hai chiamato la tripletta di Palacio....tu porti merda....ora 'ndosifanno punti?"

sabato 1 maggio 2021

Buon Primo Maggio...sì ma...

#KdL - KIAVE di LETTURA n° 434

"Tasso di disoccupazione a livelli stellari e memomale che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro" --- > sì ma...un tasso di disoccupazione è naturale, non è possibile prevedere un lavoro per tutti
"Il lavoro nobilita l'uomo e poi certi lavoratori sono solo schiavi moderni" --- > sì ma...d'altra parte non si può pensare che tutti i lavori diano soddisfazione a chi li svolge
"Non ho un lavoro decente rispetto alle mie professionalità" --- > sì ma...se non ti adatti un po' non potrai mai crescere
"Sono disoccupato" --- > sì ma...almeno c'è il reddito di cittadinanza
"Mi pagano una miseria" --- > sì ma...c'è chi non prende nemmeno quella miseria
"E' tanti anni che devono regolarizzarmi ma sono ancora a nero" --- > sì ma...c'è chi hanno "tenuto" solo per pochi mesi
"CI HAN SPOSTATO SEMPRE UN PO' PIU' AVANTI LA PENSIONE" --> sì ma...c'è chi non ci andrà mai in pensione di questo passo
"Nessuno riconosce il mio lavoro come importante" --- > sì ma...c'è chi viene licenziato
"Mi hanno licenziato" --- > sì ma...la ditta/società/imprenditore ti ha "dato da mangiare" finora e non può rimetterci per tenere a lavoro te se non se lo può più permettere
"Ci stiamo ammazzando di lavoro e non basta mai" --- > sì ma...se non ci fosse lavoro sarebbe peggio
"E' una vita che lavoro qui ma a nessuno interessa" --- > sì ma...in giro c'è una generale e costante situazione di turnover molto più pericolosa
"La pericolosità del mio lavoro mette a rischio la mia salute" --- > sì ma...se non lavori muori di fame
"In questo periodo abbiamo lavorato in condizioni vergognose" --- > sì ma...c'è a chi il lavoro l'hanno "chiuso per DPCM"
"In questo periodo non abbiamo lavorato" --- > sì ma...ci sono stati i sostegni
"In questo periodo abbiamo ricevuto una miseria di aiuti" --- > sì ma...c'è chi non è mai rientrato nemmeno in quei decreti di sostegno
"In questo periodo nessuno si è preoccupato di come le cose potessero stare in piedi nonostante le difficoltà" --- > sì ma...c'è chi ha messo tutti in cassa-integrazione
....
Tutti questi "sì ma" (e sono solo una parte) sono più o meno quelli che in molti (tutti?) ci siamo sentiti dire in momenti diversi dei nostri percorsi lavorativi o di avvicinamento allo stesso. Tutte risposte verissime eh. Però più che passa il tempo (ed il COVID non ha certamente aiutato) e più che mi sembra che la rincorsa all'analisi dei posti di lavoro sia guardare a chi sta peggio ed in qualche modo rallegrarsene. Una sorta di "mal comune mezzo gaudio" che si è trasformato in un "mal peggiore di qualcun altro gaudio pieno per me". Credo che questo sia un valido strumento per non farsi abbattere dalle difficoltà che si incontrano durante la quotidianità lavorativa. Allo stesso modo però penso che questo costante rimarcare che c'è chi sta peggio porta la discussione e la stessa valutazione della qualità di lavoro verso un preoccupante livello di mediocrità. Lamentarsi porta a poco è verissimo. Ma non farlo mai solo perché c'è sempre qualcuno che sta peggio porta ancora a meno, anzi fa danni.
Nonostante questa preoccupante rincorsa verso il basso....buona festa del lavoro...sì ma c'è chi il lavoro non ce l'ha proprio.